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(IN)SEGUI LA VITA

 

Una porzione di luna sembrava specchiarsi sul tetto ed il vento agitava le fronde del cedro del libano i cui i rami sembravano braccia  pronte a penetrare dentro i suoi interstizi. Si nascondeva sotto le lenzuola spaventata dai cambiamenti, anche lievi, che avvenivano dentro di lei. Si sporgeva per osservare i particolari che scorgevano nei suoi pensieri, nei rumori e nei volti prigionieri della sua mente incompiuta. Il profumo del vento portava al suo naso l’odore dolciastro ed il sentore di foglie bagnate la risvegliò dal sonno, catatonico, in cui ogni sera piombava dopo aver assunto una mix di narcotici. Sdraiata sull’incoscienza dei suoi sogni inariditi, rivolse il verde dell’iride verso il fascio luminoso che ridestò la mente dal deserto in cui era nuovamente precipitata. L’alba conquistava lo spazio notturno e scacciava le tenebre, invadendone la casa e la testa. La fatica del giorno iniziava per lei nell’attimo stesso in cui spostava la coperta dal corpo allungato. Doveva alzarsi, ormai il sonno era andato via, camminò indecisa calpestando leggera il parquet come incidesse nel rovere le sue orme striscianti, destinate a mutare nel tempo, un po’ come accade ai pensieri che cambiano forma, insinuandosi furtivi  e talvolta  ingannandola. Un nuovo giorno la stava aspettando…  nella speranza che fosse finalmente fulgido.



                                           

Pubblicato il 1/7/2009 alle 17.14 nella rubrica Percorsi.

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