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FIGLI SCOMODI "lettera aperta"

 




I nostri figli gay sono scomodi : per la chiesa, per i partiti, per lo stato e, mi dispiace dirlo, per molte delle loro stesse famiglie. Secondo molti, sarebbe meglio se non ci fossero.
In effetti, qualcuno ha progettato e attuato soluzioni definitive al problema (dai roghi, ai lager, alle condanne a morte).
Se queste non hanno sortito i risultati sperati è solo perchè le persone omosessuali nascono subdolamente in seno a tradizionalissime famiglie eterosessuali. Più efficace della morte fisica si è rivelata, invero, la morte sociale : portare le persone omosessuali all'esclusione o ai margini della società attraverso "campagne pubblicitarie" (antiche e moderne che veicolano steriotipi negativi falsità e pregiudizi) le persone omosessuali possono essere condotte così a vergognarsi di se stesse al punto da non vivere o vivere nascostamente la propria dimenzione affettivo relazionale.
I genitori, a cui la sorte dava un figlio omosessuale dovevano vergognarsi per avere generato un peccatore pervertito che andava allontanato per non gettare discredito sulla famiglia; oppure dovevano pensare di avere generato un malato da commiserare e di cui cercare la guarigione con cure mediche e psichiatriche, internamenti, richieste di miracoli, il tutto accompagnato da grandi sensi di colpa.
Attualmente il peccato, la perversione e la malattia vanno meno di moda e il political correct impone che si convincano i genitori che i figli omosessuali vanno rispettati e amati.
Ma tutto lo sforzo viene lasciato sulle spalle dei genitori, mentre non si adottano politiche anti discriminatorie, non si attua formazione, non si fanno campagne di informazione e esplicitamente si afferma che le persone omosessuali non hanno bisogno di tutele specifiche in relazione alla propria identità. D'altra parte la giostra dei locali notturni, del turismo, del sesso è a disposizione, perchè chiedere altro?
Forse perchè le giostre dei divertimenti sono belle quando sono tali, ma diventano ghettizzanti quando sono l'unico luogo dove poter esprimere la propria identità. Forse semplicemente perchè è arrivato il momento storico della dignità, della visibilità, dei diritti.
Prima ancora del matrimonio, pacs o unioni civili, i nostri figli vogliono comunicarci e comunicare la gioia di essere se stessi.
Essi chiedono che la loro esistenza in quanto persone con un'affettività amorosa omorelazionale sia prevista e accolta con senerità da genitori, scuola, consesso civile.
Pretendono che l'omosessualità non sia più un fattore discriminante e determinante per la qualità della vita.
Tutto il resto verrà di conseguenza.
Il riconoscimento e il rispetto sociale sono importanti tanto quanto il riconoscimento dei diritti legislativi individuali e di coppia e le due cose devono procedere insieme.
E noi genitori?
Le "campagne pubblicitarie" da qualunque parte arrivino, non ci annebbiano più la mente.
L'orientamento sessuale non è più nella lista delle cose che prendiamo in considerazione per sentirci soddisfatti o meno della relazione che ci lega ai nostri figli. Saremo felici di aiutarli "a tirar su casa" quando troveranno l'amore e faremo festa, a prescindere dal loro orientamento.
Non ci convincerete più a discriminare i nostri figli.

Pubblicato il 9/8/2007 alle 11.8 nella rubrica Percorsi.

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