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Lettera di un'amica





Quando nel corso della vita hai una perdita di un amore, di un amico o di qualunque natura essa sia...

 

 

...Eppure questo sistema per inquadrare la vita ti rende nervoso, insoddisfatto. Ci credi profondamente, con ogni fibra di te. Sdraiato, sporgi la testa dal tuo punto vista e osserva il tuo mondo a testa in giù… Percepisco teorie non digerite, inghiottite come tranquillanti. Non esistono risposte sensate al “perché?” di un affetto che si spezza, definitivo, sempre senza avvisi adeguati, sempre senza lasciarci il tempo di far qualcosa,  una parola,  un abbraccio…

Così come accettiamo, dolorosamente, e con fatica, ma con certezza, che alcune persone escano dalla nostra vita, dobbiamo accettare che altre vi possano entrare, sconvolgerla, restare o uscirne, senza risposte, senza ragioni, senza lezioni. Quelle ce le tessiamo noi, sopra i brandelli della nostra esistenza, per il bisogno di unire con un filo rosso le cose che ci capitano; per il bisogno di capire, o almeno, di credere che esista un senso, anche se non siamo in grado di comprenderlo.  Ci sono cose che non possono cambiare, e occorre accettarlo, profondamente. Ci sono cose che possiamo cambiare, e occorre lottare con tutto noi stessi...

Pubblicato il 7/5/2007 alle 11.13 nella rubrica Interstizi.

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