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A MIO PADRE



Questa notte ti ho sognato in un letto di un ospedale, mi dicevi che volevi tornare a casa cercando di sconfiggere la morte, sforzandoti di rimanere attaccato alla vita con i tuoi ultimi respiri coraggiosi. Alla fine il tuo cuore generoso ha ceduto come se alla fine avessi accettato il tuo destino, il mio destino. Quanto mi manchi, nonostante siano trascorsi molti anni, come se sulla scacchiera della vita mancasse il pezzo più pregiato. Padre, non sei ancora morto dentro di me, perchè una persona che ami muore soltanto quando smettiamo di pensarla, quando smettiamo di ricordarci di lui. Se solo potessi tradurre in parole quello che provo realmente, un vuoto così profondo, che solo in rari momenti solo le persone che amo e che mi amano riescono a colmare.


Pubblicato il 29/1/2007 alle 10.12 nella rubrica Dentro lo specchio 2.

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