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Un luogo in cui il cielo incontri la terra e viceversa ... con un po' di poesia
24 febbraio 2011
NOI...
 


Noi, che le nostre mamme mica ci hanno visti con l'ecografia.
Noi, che alla Domenica ci portavano le "pastarelle".
Noi, che facevamo 4 mesi di vacanza al mare, da Giugno a Settembre.
Noi, che non avevamo videogiochi, né registratori, né computer, ma avevamo molti libri.
Noi, che per cambiare canale alla TV dovevamo alzarci e i canali erano solo 2.
Noi, che andavamo a letto dopo Carosello e tifavamo per Topo Gigio.
Noi, che sapevamo che era pronta la cena perché c'era Happy Days e guardavamo allucinati il futuro con "Spazio 1999".
Noi, che se la notte ti svegliavi e accendevi la TV vedevi solo il monoscopio Rai con le nuvole a pecorelle di interruzione delle trasmissioni.
Noi, che avevamo il “nascondiglio segreto”e con il “passaggio segreto”.
Noi, che giocavamo a nomi-cose-animali-città.
Noi, che ci mancavano sempre 4 figurine per finire l'album Panini (celò, celò, celò, ...mi manca!).
Noi, che compravamo dal fornaio pizza bianca e mortadella per 100 Lire
(= € 0,050!) e non andavamo dal dietologo per problemi di sovrappeso, perché stavamo sempre in giro a giocare.
Noi, che bevevamo acqua dal tubo del giardino, non dalla bottiglia PET della minerale ed un gelato costava 50 Lire (pari a € 0,025!).
Noi, che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava riavvolgere il nastro con la Bic..
Noi , che al cinema vedevamo i "musicarelli!"
Noi, che non avevamo cellulari (c'erano le cabine SIP per telefonare) e nessuno poteva rintracciarci, ma tanto eravamo sicuri anche ai giardinetti.
Noi, che ci sbucciavamo il ginocchio, ci mettevamo il mercurio cromo, e più era rosso più eri fico.
Noi, che nei mercatini dell'antiquariato troviamo i giocattoli di quando eravamo piccoli e diciamo "guarda! te lo ricordi"? … poi sentiamo un nodo in gola.
Noi, che siamo ancora qui e certe cose le abbiamo dimenticate e sorridiamo quando ce le ricordiamo.
Noi, che vivevamo negli anni di piombo, in mezzo ad inaudite violenze per lotte sociali e di classe.
Noi, che votavamo per i partiti della 1° Repubblica: MSI, DC, PRI, PLI, PSI, PCI, e non per 70 diversi gruppi dai nomi fantasiosi.
Noi, che trovammo lavoro tutti e subito.
Noi, che siamo stati tutte queste cose e tanto altro ancora.

Questa è la nostra storia.

Grazie Lisa





permalink | inviato da HeavenonEarth il 24/2/2011 alle 13:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (24) | Versione per la stampa
21 febbraio 2011
MANCANZE
 


La nostalgia, un'emozione che si manifesta dal "di dentro", che talvolta pervade in uno stato di perenne frustrazione, di ricerca che ci fa sentire il vuoto, qualcosa che somiglia ad un'amputazione, una menomazione che è talmente forte da star male nell'anima, quasi come una incompletezza che fa sprofondare negli abissi di desiderio inconfessato, quasi un ritorno per qualcosa o qualcuno di cui non conosciamo neppure la ragione della sofferenza. La vita è un continuo movimento, una perenne corsa verso destinazioni ignote, verso destini che intuiamo precari e rischiosi, perciò la nostalgia ci appartiene, in quanto incompletezza di una vita passata di cui non abbiamo sensazioni precise, dettagli certi. Il desiderio ci prende l'anima e ci fa intensamente desiderare un ritorno, che sarà impossibile, perché noi non saremo mai in grado di essere nello spirito quelli che eravamo in quel preciso momento. Quella che Baudelaire chiama “nostalgia di un paese sconosciuto” è proprio quella vaghezza, quel disarmo spirituale, quel pensiero incompiuto di qualcosa che vorremmo possedere e che, invece, ci lascia, ci abbandona ad un senso di vuoto, o anche di "saudade" che trasforma in desiderio il tempo, qualunque esso sia del nostro esilio. Ci manca un ritorno, ci manca l'altra metà della mela per essere completi, rimpiangendo sempre quel ritorno che non avverrà, quella parte di noi che è chiusa in un sacello abissale, senza possibilità di recuperi, senza appartenenza, senza asilo, poiché resta impigliata all'anima, senza essere in grado di spiccare più il volo, senza apertura alare verso il passato che non torna e che ci depaupera da qualunque stagione di bellezza, di compiutezza, di meraviglia, e l'amaritudine che abbiamo verso la luce che scompare al nostro orizzonte, per cui se ci voltiamo indietro rischiamo di trovare le tenebre e questa è l'afflizione, poiché ne intuiamo l'assenza, lo scacco, la perdita...








permalink | inviato da HeavenonEarth il 21/2/2011 alle 12:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (21) | Versione per la stampa
18 febbraio 2011
AMICA DI TUTTI I GIORNI
 





Talvolta capita di non ritrovarsi, ma non significa che ci si siamo perduti. Stiamo solo attraversando nubi dense di incertezze, di mancanze, di desideri irrisolti. Capita anche a noi che voliamo in alto... Ma le nubi non sono carceri, non hanno confini invalicabili, non spengono la luce ed cielo è sempre lì ad attenderci, paziente, le nuvole sono solo di passaggio e ci ricordano che la luce va cercata, inseguita, anche quando ci sembra che vi sia solo il buio. Solo chi si perde può ritrovare la sua via, e riconoscerla, tra le mille strade che portano al nulla.




permalink | inviato da HeavenonEarth il 18/2/2011 alle 17:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa
sentimenti
8 febbraio 2011
ENZA

 

 

Descrive l’essenza di un’anima che per continuare ad esistere non ha bisogno

 del respiro perché diventa essa stessa respiro...

Amica cara

 

 

E’ sempre presto per l’ultimo viaggio,

senza paura l’hai affrontato.

Noi non siamo migliori per essere rimasti,

possa la tua essenza librarsi libera nell’aria

tenendo per mano il cammino dei tuoi cari.

 

 A Giuliano, Andrea ed Irene 




permalink | inviato da HeavenonEarth il 8/2/2011 alle 20:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa
3 febbraio 2011
SPECCHI DI NOI STESSI

 

 

Incontriamo ciò che siamo...

poiché nel comprendere ciò che siamo, per diventare ciò che si è, ed è un essere che si modifica per ogni pensiero e atto e esperienza, essendo essere tra gli esseri gioco forza l'incontro non è causa quanto effetto di ciò che con-teniamo in quel momento. È ovvio non parlo degli incontri momentanei, di circostanza, parlo di chi cer-chiamo, di chi si appresta a entrare nella sfera emotiva, oltre la barriera delle convenzioni e delle necessità. L'incontro è condotto dall'essenza, ciò che ci fa essere; l'incontro ci conduce (al)le persone che, ancora non sappiamo, ci racconteranno, se sapremo leggere, in bianco o in nero, in luce e in ombra, ciò che siamo.
Ombre di luce



permalink | inviato da HeavenonEarth il 3/2/2011 alle 10:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa
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