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Un luogo in cui il cielo incontri la terra e viceversa ... con un po' di poesia
CULTURA
31 agosto 2010
QUALCOSA DA TENERE PER SE

 

 

"La verita' e' una rete fatta di tanti fili intrecciati, che sono le coincidenze, le occasioni mancate, l'impossibilita' di ricrearle, e il filo piu' vistoso, quello che chiude la rete, e' la necessita' di non raccontare tutto, di tenere qualcosa per se', di lasciare delle maglie di silenzio. Se ascolteremo bene, anche nel silenzio potremo leggere contenuti  importanti, quelli che talvolta non abbiamo il coraggio di dire. Uno sguardo, un respiro, un sorriso diventano complici del silenzio e sanno come saper cogliere l’attimo. I sentimenti sono degli inquilini che ci abitano quasi a tradimento, degli abusivi che sfondano le porte o entrano dalle finestre senza essere invitati, senza chiedere il permesso…”

 
Margherita Oggero
 



permalink | inviato da HeavenonEarth il 31/8/2010 alle 8:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa
sentimenti
27 agosto 2010
STANCHEZZA

Quello che c'è in me è soprattutto stanchezza
non di questo o di quello
e neppure di tutto o di niente:
stanchezza semplicemente, in sé,
stanchezza.
La sottigliezza delle sensazioni inutili,
le violente passioni per nulla,
gli amori intensi per ciò che si suppone in qualcuno,
tutte queste cose -
queste e cio' che manca in esse eternamente -
tutto ciò produce stanchezza,
questa stanchezza,
stanchezza.
C'è senza dubbio chi ama l'infinito,
c'è senza dubbio chi desidera l'impossibile,
c'è senza dubbio chi non vuole niente -
tre tipi di idealisti, e io nessuno di questi:
perchè io amo infinitamente il finito,
perchè io desidero impossibilmente il possibile,
perchè voglio tutto, o ancora di più, se può essere,
o anche se non può essere...
E il risultato?
Per loro la vita vissuta o sognata,
per loro il sogno sognato o vissuto,
per loro la media fra tutto e niente, cioè la vita...
Per me solo una grande, una profonda,
e, ah, con quale felicità, infeconda stanchezza,
una supremissima stanchezza,
issima, issima, issima,
stanchezza...
Fernando Pessoa.
 
 
 
 
 
 
 
 



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23 agosto 2010
L'ULTIMA GOCCIA DI MARE

 

Ho ricevuto questa lettera da una persona a me molto cara...

 

 

Certo, ti capisco, molto più di quanto pensi, è chiaro e anche umano che alcune persone, pur se ci hanno ferito, rimangono dentro di noi per sempre, contro ogni logica ed ogni ragione, perchè dovremmo saper cancellare quella parte di memoria che le contiene ma, siccome siamo uomini e non macchine, le funzioni "delete" o "formatta" non sono in nostra dotazione .... Però, questo non significa che la nostra vita debba essere condizionata o limitata o in qualche modo frenata da quei ricordi, dalla nostalgia, dai rimorsi o cose simili ... sarebbe lo sbaglio più grave che potremmo commettere, danneggeremmo noi stessi senza ricavarne alcun beneficio ..... ne vale la pena? E allora, dammi retta, si deve sempre e solo guardare avanti, in ogni aspetto della vita, dai sentimenti al lavoro ad ogni altra cosa che ci riguardi ... sennò c'è il rischio che, voltati, non vediamo le innumerevoli strade che abbiamo di fronte e magari perdiamo l'occasione di imboccare proprio quella giusta ... e poi, pensiamoci sopra, se siamo arrivati a questo punto, ossia ci sentiamo persi e a disagio, non sarà che alla fine la strada che abbiamo percorso sinora, o quelle percorse in passato, nella convinzione che fossero le più belle o le più giuste, non erano in realtà le migliori per noi !?  Non vuol dire che comunque non dovevamo fermarci lì  o che comunque, prima o poi, avremmo dovuto cambiare direzione? Io penso di sì ... spesso ci imprigioniamo in celle che noi stessi costruiamo, sperando che arrivi qualcuno a liberarci ... quando la porta non è affatto chiusa.
Basta spingere.
 



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13 agosto 2010
OMBRE DI LUCE

 

Se sommassimo i silenzi sparsi

tra una parola e l'altra,

otterremmo una infinità di significati nuovi...

Ma troppo spesso non sappiamo ascoltarli,

e, nel fragore dei discorsi,

ci sfugge l'essenza delle cose…


 

 




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