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Un luogo in cui il cielo incontri la terra e viceversa ... con un po' di poesia
29 settembre 2008
TEORIE DELLA MENTE

 
 


Quei muri che parevano così alti,

così minacciosi ed insormontabili,

li ho osservati da vicino,

li ho toccati fino a sbriciolarli

e ora ho tanta sabbia bianca

su cui distendermi

e far riposare i miei pensieri.

Mi son lasciato investire dalle loro onde, 

hanno lavato corpo e mente

con l’impeto del loro flusso.

Ancora oggi hanno la capacità di infrangersi,

ma senza far tutto quel fragore.




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27 settembre 2008
"A BOCCA APERTA"
 



Sono seduto aspettando per un controllo medico dopo un intervento chirurgico al quale mi sono sottoposto un paio di settimane fa. Leggo una delle tante riviste datate buttate su un tavolino. Dallo studio esce una giovane paziente dal volto familiare che mi guarda con insistenza. Mi domando il motivo di così tanta curiosità. Si accomoda accanto a me e mi chiede se sono un paziente del dottor… Con gentilezza annuisco, ma non posso rimanere in silenzio e la interrogo sul motivo di tanto interesse nei miei confronti.
Alzandosi mi da un bacio sulla guancia e allontanandosi con un gran sorriso mi dice: è stato molto carino nel darmi coraggio prima dell’intervento: è proprio come la leggo sul suo blog, caro HeavenonEarth!

Sono rimasto a bocca aperta e con il desiderio di sapere chi fosse quella ragazza.




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26 settembre 2008
PESSIMISTA O OTTIMISTA?
 


I pensieri negativi non evitano le delusioni, ma l'ottimismo si può apprendere: "aspettarsi il peggio non aiuta". Se qualcosa può andar male, lo farà, recita disincantata la legge di Murphy. Ma se il popolo dei pessimisti ha da sempre dalla sua parte una folta letteratura fatta di pagine di autori infelici e citazioni di cinica saggezza popolare, oggi gli scienziati avvertono: aspettarsi sempre il peggio dalle situazioni non serve a preservarci dalla delusione, neanche quando i fatti confermano le previsioni nefaste. A rivelarlo è uno studio di un gruppo di psicologi americani pubblicato sulla rivista Nature.
"E' meglio essere ottimisti e avere torto piuttosto che pessimisti e avere ragione”, aforisma che ogni volta che apro il blog di ambrosia alias http://jericho.ilcannocchiale.it/ rileggo sempre molto volentieri. Lo diceva Albert Einstein, e la ricerca non fa che confermarlo. Gli scienziati hanno sottoposto 80 studenti a due sessioni di esami: la prima facile per tutti, la seconda più complicata per qualcuno e più semplice per altri. Così hanno dimostrato che gli studenti convinti di aver sbagliato la seconda prova erano psicologicamente in uno stato di preoccupazione e prostrazione, nonostante avessero la consapevolezza di aver affrontato un test più complesso di cui non conoscevano ancora l'esito finale. Il risultato, dicono i ricercatori, conferma che le reazioni delle persone agli sbagli o alle delusioni si riferiscono principalmente alle aspettative generali della vita. "Chi pensa di aver commesso un errore si sente peggio, indipendentemente dal risultato finale, di chi si prefigura più rosee aspettative", spiegano Margaret Marshall e Jonathan Brown, autori dello studio, che mettono al bando i cosiddetti "pensieri bui", frutto di una visione negativa della vita, retaggio della filosofia del "meglio essere pronti al peggio". Così, se l'esito è negativo, il trauma è sostenibile. Se poi fortuna vuole che ci attenda una sorpresa positiva, tanto meglio. Ma si tratta solo di un espediente che, tra l'altro, non funziona. "Purtroppo, affermano i ricercatori, non è facile correggere questo temperamento pessimista", alla cui origine c'è una forte insicurezza e una scarsa stima di sé, che diventano tratti predominanti del carattere e condizionano i comportamenti. Al contrario degli ottimisti, questi soggetti non sanno essere costanti nel perseguire gli obiettivi, al di là degli ostacoli incontrati e degli errori commessi, e sono incapaci di puntare alle speranze di successo, tesi come sono a focalizzare le energie sulla paura del fallimento. Un timore paralizzante, con ripercussioni evidenti sul benessere del corpo, oltre che della mente. La scienza, che da qualche tempo si dedica allo studio della felicità e del pensiero positivo come elisir di sana e lunga vita, ha messo in luce la stretta correlazione tra ottimismo e salute. Vedere rosa, infatti, esorcizza il rischio di ammalarsi e cadere in depressione, e lo stesso sistema immunitario ne esce rinforzato. Ma la cosa più importante è che ottimisti si diventa. Che ribaltato significa: dal pessimismo si può "guarire". In che modo? Smettendo di autoaccusarsi, innanzitutto. Cercando di spiegarsi gli eventi in modo temporaneo, senza darsi una risposta (negativa, ovviamente) che andrebbe ad investire tutti i campi dell'esperienza, con effetti devastanti: l'eventuale insuccesso va circoscritto, senza farne una catastrofe. Mettendo in discussione la tendenza a vedere sempre il bicchiere mezzo vuoto e imparando dagli errori. Mantenendo costante il dialogo con se stessi. E poi, sforzandosi di pensare positivo. Così sarà meno difficile vincere ma, soprattutto, più facile accettare una sconfitta. 


Dicono che davanti ad un muro si debba gioire pensando che dietro il muro ci sarà una bellissima distesa sconfinata e che noi senz'altro lo scavalcheremo...






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25 settembre 2008
HOUSE "La verità comincia con le bugie"




Il dr. Gregory House è un medico privo di tatto, scontroso anche con i suoi pazienti, che si sorregge su un bastone che sembra evidenziare il suo malessere fisico. Ma il dr. House è anche un ottimo medico, con un modo di pensare anticonvenzionale e un naturale senso clinico che gli hanno procurato nel suo ambiente un grande rispetto. Il suo team è composto da giovani medici scelti tra i migliori che lo aiutano a individuare e superare i misteri clinici che di volta in volta gli si presentano. Tra questi il neurologo dal passato misterioso Eric Foreman, l’immunologa Allison Cameron dotata di una grande sensibilità, e un esperto di terapia intensiva Robert Chase. House si confronta spesso con il suo vero amico, il dottor James Wilson oncologo, mentre si scontra puntualmente con il suo direttore sanitario Lisa Cuddy. Ha grandi capacità diagnostiche che affronta la malattia dei suoi pazienti come una sfida e annovera nel suo curriculum tutti quei casi che nessun altro medico è riuscito a risolvere. E’ un personaggio con un lato romantico non ancora rivelato pienamente, un personaggio assolutamente razionale che non potrà soffocare i propri sentimenti ancora per molto tempo. Anticonformista, misantropo, abrasivo, eccentrico, scontroso, poco simpatico anche ai suoi pazienti; scrupoloso, preparato e con un grande senso clinico. Ecco l’immagine di Gregory House, antitesi dell’eroe empatico e positivo, protagonista della serie che ha messo a soqquadro i canoni tradizionali di tutti i serial ambientati in corsia. Non indossa un camice bianco come tutti i suoi colleghi, perché altrimenti pensano che sia un medico…

Gregory House se ne frega del giudizio degli altri e anch’io me ne infischio se qualcuno mi giudica quando dico che mi sono innamorato del suo personaggio.







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24 settembre 2008
UN MILIONE DI SCALINI





Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei e' il vuoto ad ogni gradino.
Anche così e' stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.

Eugenio Montale


Poesia scritta e dedicata alla moglie di Montale: Drusilla. Un inno all'amore dove il Poeta mette "in risalto" la cecità della moglie, oscurità solo apparente, in quanto della sua vita e della sua anima tanto conosceva e vedeva...



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19 settembre 2008
VIVIANA GHERI E LA PITTURA


 


   

Viviana ama la vita e la pittura, credo che ogni sfumatura di colore sia una traccia che segue per dare all'esistenza espressione ai sentimenti.




La pittura gode un posto di primo piano su tutte le arti. Basti pensare a come il concetto stesso di opera d'arte “visiva” sia più spontaneamente associato a dipinti piuttosto che a sculture o opere di architettura, per non parlare poi delle cosiddette arti minori. Io non sono mai riuscito ad usare il pennello come prolungamento del pensiero, ma Viviana Gheri, donna fiorentina dai molteplici interessi che spaziano dall’arte pittorica all’amore per il teatro ha avuto questo grande dono. Trovo meraviglioso il modo in cui racconti il suo sentire e il suo essere, la sua grande sensibilità con una tavolozza di colori. Chi ha avuto modo di leggere i miei testi l’ha senza dubbio potuta apprezzare attraverso alcune sue opere.


   



















     



 

            DIPINTI DI VIVIANA GHERI





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17 settembre 2008
CACCIATORI DI SOGNI





 

Progresso o regresso: cambiamenti sociali o cambiamenti nella mente delle persone?




Per il suo impatto sociale, per l'eco anche mediatica che suscita, la depressione sembra un po' il sintomo della nostra epoca, quello che meglio la caratterizza. Ma che epoca è la nostra? È il tempo storico delle soddisfazioni silenziose per tutti uguali, del conformismo dei piaceri, della globalizzazione dei consumi: siamo tutti invitati a godere tutti con le stesse modalità degli stessi oggetti. Questa spinta al consumo è sempre più accelerata, sempre più parossistica: se non consumiamo tutto il sistema si arresta! Dobbiamo essere costantemente efficienti, pronti a produrre, a guadagnare denaro e a spenderlo con ritmi sempre più incalzanti. Non ci è concesso soffermarci sulle nostre questioni personali: ogni ripiegamento individualista costituisce un momento di arresto in questa rincorsa maniacale. Dobbiamo sempre mostrarci all'altezza degli ideali di forza, prestanza ed efficienza che la società richiede ad ognuno di noi. Chi non ci riesce, chi subisce una battuta d'arresto, chi si attarda nel chiuso delle proprie contraddizioni personali, chi mostra un ritiro rispetto al mondo è un depresso, dunque un malato. Da segnale di disagio rispetto ad una condizione in cui l'individuo non si riconosce più in ciò che fa e in ciò che è, in cui si scopre drammaticamente smarrito rispetto al proprio destino individuale, la depressione diviene così un sintomo di inadeguatezza alle condizioni standardizzate del vivere, quindi una vera "malattia". Naturalmente per questa malattia la società si preoccupa, perché costituisce una perdita di tempo e di risorse. Di qui un certo "accanimento" per forzare le persone che sono più o meno toccate da queste manifestazioni a "farsi curare" a riconoscersi come malate e a prendere i provvedimenti del caso, il che, il più delle volte, si traduce nella scorciatoia chimica dell'assunzione di farmaci. Questi ultimi sono indubbiamente efficaci in molti casi, producono effetti sul tono umorale ma costituiscono una risposta anche in questo caso "uguale per tutti", una risposta che cura l'organismo, non l'individuo, non la specificità del suo malessere. La depressione, nell'accezione massificata con cui è oggi adoperata nel discorso corrente sulla salute mentale, rappresenta un enorme "contenitore" psicopatologico che finisce per rendere falsamente omogenei quadri fra loro diversissimi per significato e vissuto personale. Di fronte a questo approccio globalizzante occorre affermare che la depressione al singolare non esiste. La depressione è un fenomeno di crisi soggettiva, di ritiro di investimento dall'ambiente circostante e anche, talvolta, dalla propria persona (disistima). È l'indice di una sofferenza che l'individuo sperimenta spesso come un enigma, un enigma che invoca una decifrazione. Ma questa decifrazione si può compiere solo a partire dalla propria storia personale, quella che rende ogni manifestazione depressiva, pur nell'esteriore analogia con tante altre, unica ed irripetibile.

A tutto questo si può porre un rimedio molto semplice, ma efficace: l'esercizio fisico cura la depressione inducendo l'organismo a rilasciare endorfine, riducendo il livello di cortisolo nel sangue, dando una sensazione di soddisfazione che aiuta ad aumentare l'autostima e aumentando il livello di serotonina. Provare per credere...




                               Dipinto di Viviana Gheri




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15 settembre 2008
Charlie Chaplin





La giovinezza sarebbe un periodo più bello se solo arrivasse un po' più tardi nella vita…

Charlie Chaplin



Di Charlie Chaplin conosciamo la maschera, quella celeberrima di Charlot, e la turbolenta vita privata; ma pochi conoscono il Chaplin che sta dietro una carriera durata oltre sessant'anni, il Chaplin attore che osserva la gente per trarne ispirazione, il Chaplin regista che medita per giorni sulla composizione di una scena, il Chaplin uomo di cultura che esprime le sue idee su arte, letteratura e politica senza lasciarsi influenzare da nulla e da nessuno. Nelle rare interviste che ha concesso nel corso della sua vita ci mostrano un individuo attento al mondo e ai suoi mutamenti, che nelle sue timidezze come nei suoi sfoghi, riprende talvolta il malizioso candore di Charlot, in altre se ne allontana in maniera sorprendente, ma rimane sempre un personaggio a tutto tondo, un genio del cinema paradossalmente troppo poco conosciuto nella sua realtà.

Ed io l’adoro

In questo mondo c'é posto per tutti. La natura é ricca e sufficiente per noi. La vita può essere felice e magnifica. Ma noi talvolta ce ne dimentichiamo. L'avidità ha avvelenato i nostri cuori, ha precipitato il mondo nell' odio, ci ha condotti a passo d'oca fra le cose più abbiette. Abbiamo i mezzi per spaziare ma ci siamo chiusi in noi stessi. La macchina dell'abbondanza ci ha dato povertà. Pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchinari ci serve umanità, più che abilità ci serve bontà e gentilezza.






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11 settembre 2008
IL RUMORE DEI PENSIERI (anoressia e bulimia)


                                            Dipinto di Viviana Gheri                         



La notte mi culla e mi stringe a se come una madre, sento un forte bisogno di un sogno che tarda ad arrivare, continuo a guardare il soffitto buio. Silenzio, intorno a me il silenzio,
un’assenza di rumore così fitto da poter esser interrotto anche da un sorriso,
anche da una lacrima, quella che scende adesso, ma subito il lenzuolo l'asciuga. Non voglio assaporarla stanotte, non voglio sentirne il suo sapore amaro. In questo silenzio anche un ricordo può fare rumore, anche il battito del mio cuore è l'eco di questa camera.

Ed in questo silenzio, solo i miei pensieri fanno rumore...

azzurra


 




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7 settembre 2008
STORIE CHE FANNO RIFLETTERE "Parte decima"



Un giorno un leone s’imbatté in un branco di pecore e con sua grande sorpresa scorse fra loro un suo simile. Si trattava di un leone cresciuto nel gregge che fin da cucciolo belava e si muoveva come una pecora. Il leone si diresse verso di lui, e quando si trovarono l’uno di fronte all’altro il “leone-pecora” si mise a tremare come un fuscello. Il leone gli disse: -cosa fai in mezzo a queste pecore? Il “leone-pecora” gli rispose: -sono una pecora-, ma l’altro replicò che non lo era, e portandolo davanti ad uno specchio d’acqua gli disse: -guarda!- Quando il “leone pecora” si vide riflesso nell’acqua emise un potente ruggito, rivelando così il suo vero essere.

L'Umanità è composta da quattro categorie di esseri: c’è chi è convinto di essere un leone e chi crede di essere una pecora, c’è chi sa la verità e ne trae profitto, e poi c’è chi vive nell'impotenza di non poter far nulla per cambiare la realtà delle cose.

marco e valentina




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2 settembre 2008
PAULO COELHO
 





Ecco alcune delle cose che ho imparato nella vita:



Che non importa quanto sia buona una persona, ogni tanto ti ferirà.

E per questo, bisognerà che tu la perdoni.

Che ci vogliono anni per costruire la fiducia e solo pochi secondi per distruggerla.

Che non dobbiamo cambiare amici, se comprendiamo che gli amici cambiano.

Che le circostanze e l'ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo responsabili di noi stessi.

Che, o sarai tu a controllare i tuoi atti, o essi controlleranno te.

Ho imparato che gli eroi sono persone che hanno fatto ciò che era necessario fare, affrontandone le conseguenze.

Che la pazienza richiede molta pratica.

Che ci sono persone che ci amano, ma che semplicemente non sanno come dimostrarlo.

Che a volte, la persona che tu pensi ti sferrerà il colpo mortale quando cadrai, è invece una di quelle poche che ti aiuteranno a rialzarti.

Che solo perché qualcuno non ti ama come tu vorresti, non significa che non ti ami con tutto se stesso.

Che non si deve mai dire a un bambino che i sogni sono sciocchezze:
sarebbe una tragedia se lo credesse.

Che non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno.

Nella maggior parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso.

Che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è spezzato; il mondo non si ferma, aspettando che tu lo ripari.

Forse Dio vuole che incontriamo un po' di gente sbagliata prima di incontrare quella giusta, così quando finalmente la incontriamo, sapremo come essere riconoscenti per quel regalo.

Quando la porta della felicità si chiude, un'altra si apre, ma tante volte guardiamo così a lungo a quella chiusa, che non vediamo quella che è stata aperta per noi.

La miglior specie d'amico è quel tipo con cui puoi stare seduto in un portico e camminarci insieme, senza dire una parola, e quando vai via senti come se fosse stata la miglior conversazione mai avuta.

È vero che non conosciamo ciò che abbiamo prima di perderlo, ma è anche vero che non sappiamo ciò che ci è mancato prima che arrivi.

Ci vuole solo un minuto per offendere qualcuno, un'ora per piacergli, e un giorno per amarlo, ma ci vuole una vita per dimenticarlo.

Non cercare le apparenze, possono ingannare.

Non cercare la salute, anche quella può affievolirsi.

Cerca qualcuno che ti faccia sorridere perché ci vuole solo un sorriso per far sembrare brillante una giornataccia.

Trova quello che fa sorridere il tuo cuore.

Ci sono momenti nella vita in cui qualcuno ti manca così tanto che vorresti proprio tirarlo fuori dai tuoi sogni per abbracciarlo davvero!

Sogna ciò che ti va; vai dove vuoi; sii ciò che vuoi essere, perché hai solo una vita e una possibilità di fare le cose che vuoi fare.

Puoi avere abbastanza felicità da renderti dolce, difficoltà a sufficienza da renderti forte, dolore abbastanza da renderti umano, speranza sufficiente a renderti felice.

Mettiti sempre nei panni degli altri.

Se ti senti stretto, probabilmente anche loro si sentono così.

Le più felici delle persone, non necessariamente hanno il meglio di ogni cosa; soltanto traggono il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino.

La felicità è ingannevole per quelli che piangono, quelli che fanno male, quelli che hanno provato, solo così possono apprezzare l'importanza delle persone che hanno toccato le loro vite.

L'amore comincia con un sorriso, cresce con un bacio e finisce con un the.

Il miglior futuro è basato sul passato dimenticato,non puoi andare bene nella vita prima di lasciare andare i tuoi fallimenti passati e tuoi dolori.

Quando sei nato, stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano.

Vivi la tua vita in modo che quando morirai, tu sia l'unico a sorridere e ognuno intorno a te a piangere.

PAULO COELHO




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