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Un luogo in cui il cielo incontri la terra e viceversa ... con un po' di poesia
31 gennaio 2008
GUINNESS DEI PRIMATI PER QUESTA DONNA

 




E dire che qualcuna è affetta da anorgasmia...



"Sembra incredibile eppure quanto sto per raccontarvi è una storia vera verificata scientificamente. Una ragazza londinese che risponde al nome di Ellie Allen ha raccontato al settimanale News of the World di soffrire della Sindrome di eccitamento sessuale permanente. In pratica la giovane, un'avvenente brunetta di 28 anni, ha qualcosa come 250 orgasmi al giorno, uno ogni 6 minuti circa. Quello che per tanti sarebbe un problema sembra però non pesare alla ragazza che si lamenta soltanto di non trovare un uomo abbastanza resistente: "Il difficile ha commentato è trovare un uomo che riesca a stare al mio passo". Lei vorrebbe poter risolvere questo problema una volta per tutte, e avere così una vita normale, ma non esiste una cura. Gli orgasmi alcune volte arrivano senza preavviso e la costringono a strillare, anche pubblicamente. "La gente pensa che avere orgasmi tutto il tempo sia piacevole ha detto al giornale,  mi guardano come se fossi pazza perché trattengo sempre i miei gemiti oppure mi allontano via per i miei momenti privati".
Avere un orgasmo ogni 6 minuti significa non poter fare quasi niente. "Se vado a fare shopping ha spiegato - lo sfioramento con le altre persone mi causa attacchi. Per non parlare di scale mobili e ascensori, quelli sono insopportabili. E anche il lavoro d'ufficio mi è impossibile: le suonerie dei telefoni o anche la sola fotocopiatrice mi fanno impazzire". Una volta, ha raccontato la giovane, ne ha avuto addirittura uno davanti ad un poliziotto che, inconsapevole, l'aveva fermata a un semaforo. Secondo quanto spiegato dal dottor David Goldmeier del St Mary's Hospital di Londra la vita di Allen, come quella di tutte le persone affette da questa sindrome, non è certo piacevolissima. Questa malattia, diagnosticata per la prima volta nel 2001, crea forte disagio e stress. Generalmente scaturisce dopo aver smesso di prendere particolari antidepressivi. Non esistendo una cura vera e propria l'unica cosa che i malati possono fare è usare gel anestetici capaci di intorpidire le sensazioni. Per la ragazza una sola soddisfazione: non trovo mai un uomo che segua il mio ritmo, ma almeno li faccio tutti contenti: mi fanno raggiungere l'apice nei primi minuti e ne guadagna la loro autostima".




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27 gennaio 2008
ARRIVA IL TURISMO SPAZIALE
 




Richard Branson, l'eccentrico fondatore della Virgin Galactic, ha presentato al Museo di Arte Naturale di New York i modellini e le fotografie di un arereo spaziale che puntera' a far volare entro il 2009, con il primo volo turistico previsto per l'anno successivo.
Il velivolo assomiglia ad un aereo convenzionale sebbene sia spinto da motori a razzo, e sarà equipaggiato con speciali sedili per ridurre l'effetto della spinta cui saranno sottoposti i passeggeri durante l'ascesa. Partirà da un normale aeroporto utilizzando i classici motori a reazione. Una volta raggiunta la quota di 12.000 metri il pilota accenderà i motori a razzo spingendo l'aereo fino a 60 Km d'altezza in 80 secondi. A quella quota verranno spenti tutti i motori, ma l'aereo avrà raggiunto la velocità per superare l'atmosfera. Sarà a quel punto che i passeggeri proveranno l'emozione più profonda: potranno osservare la Terra come la vedono gli astronauti a bordo della stazione spaziale, per circa 3 minuti in totale assenza di gravità. Si tratterà di un volo di poche ore, che darà modo di provare realmente un'esperienza unica dal costo di ben 163.000 euro a turista. L'aereo sarà pronto entro l'anno prossimo, anche se il primo volo sperimentale è previsto per il 2012. Oltre alla Eads Astrium, vi sono altre due società impegnate nel campo del turismo spaziale. Si tratta della Virgin e della Bigelow Aerospace. La prima sta costruendo "Space Ship Two" che entro il 2010 dovrebbe permettere a 6 passeggeri di viaggiare oltre l'atmosfera terrestre. La Bigelow Aerospace, dal canto suo, ha comperato dalla Nasa i progetti per costruire moduli gonfiabili per lo spazio. L'anno scorso ha lanciato il primo con pieno successo. Il loro scopo è quello di sperimentare moduli che permetteranno entro il 2010 di costruire una stazione spaziale, denominata Nautilus, il cui scopo principale sarà turistico. Fino ad oggi l'unica possibilità, per effettuare un viaggio nello spazio, era quella di pagare un biglietto, per la Stazione Spaziale Internazionale, da 20 milioni di dollari. La Virgin prevede che entro dieci anni dal lancio degli aerei riuscirà a portare in orbita 100 mila persone l'anno. E’ facile ipotizzare che noi non saremo in questa esclusiva lista d’attesa.




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23 gennaio 2008
IL POTERE DELL'AMORE
 





Questa è una poesia di Antonio Di Giorgio alias http://teologia.ilcannocchiale.it/ che ho postato undici giorni dopo l’apertura del mio blog, e logicamente è stata poco commentata. La voglio riproporre perché più la leggo più la amo: voglio sperare che tutti voi possiate provare le stesse emozioni che avverto io. Vuole essere anche l’occasione di lasciare un forte abbraccio a mio padre nel giorno del suo compleanno, che non è più con me da trent’anni, almeno fisicamente, e per Alessandra scomparsa all'età di soli dodici anni. 
Quando l’arte di trasmettere il proprio messaggio è bella non ci sono schemi che tengano, non ci sono né citazioni né paragoni da fare, c’è soltanto da leggere, immergersi nella poesia e gustarla tutta. Scende nuovamente una lacrima, ma va bene così…




(dedicato a: Marco senza cui non sarei nel 2007, Vale ed Ila con amore; a chi mi è stato accanto prima del 2000;  ad Alessandra mia sorella 1964-'76;  e soprattutto agli Amici di Marco)


Ho imparato a dire addio

a un sole nato nella pioggia,

a un amore tramontato dietro le nuvole

e poi urlare di dolore,

nel silenzio di una nota.

Come un raggio di luce

penetrerò nel mio cuore

e là griderò la mia rabbia.

Ho imparato a dire addio,

e a guardare indietro.

Un cuore chiuso

devo fuggire.

Tu sei stato una lezione

che dovevo imparare

e adesso vagherò per lidi deserti,

dove non c’è posto per riposare,

non c’è altro da proteggere,

né lamenti da soffocare...

...qui fra mare e lacrime

griderò addio.


antonio di giorgio




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21 gennaio 2008
STORIA CHE FA RIFLETTERE "Parte sesta"
 





Raccontano che un giorno si riunirono in un luogo della terra tutti i sentimenti e le qualità degli uomini. Quando la noia si fu presentata per la terza volta, la pazzia, come sempre un po' folle propose: "Giochiamo a nascondino!" L'interesse alzò un sopracciglio e la curiosità senza potersi contenere chiese: "a nascondino? Di che si tratta?" "e' un gioco, spiegò la pazzia, in cui io mi copro gli occhi e mi metto a contare fino a 1.000.000 mentre voi vi nascondete e, quando avrò terminato di contare, il primo di voi che scopro prenderà il mio posto per continuare il gioco." L'entusiasmo si mise a ballare, accompagnato dall'euforia. L'allegria fece tanti salti che finì per convincere il dubbio e persino l'apatia alla quale non interessava mai niente... Però non tutti vollero partecipare. La verità preferì non nascondersi. Perché, se poi alla fine tutti la scoprono? La superbia pensò che fosse un gioco molto sciocco in fondo ciò che le dava fastidio era che non fosse stata una sua idea) e la codardia preferì non arrischiarsi. "Uno, due, tre..." cominciò a contare la pazzia.
La prima a nascondersi fu la pigrizia che si lasciò cadere dietro la prima pietra che trovò sul percorso. La fede volò in cielo e l'invidia si nascose all'ombra del trionfo che con le proprie forze era riuscito a salire sulla cima dell'albero più alto. La generosità quasi non riusciva a nascondersi. Ogni posto che trovava le sembrava meraviglioso per qualcuno dei suoi amici. Che dire di un lago cristallino? Ideale per la bellezza. Le fronde di un albero? Perfetto per la timidezza. Le ali di una farfalla? Il migliore per la voluttà. Una folata di vento? Magnifico per la libertà. Così la generosità finì per nascondersi in un raggio di sole. L'egoismo, al contrario trovò subito un buon nascondiglio, ventilato, confortevole e tutto per se. La menzogna si nascose sul fondale degli oceani (non è vero, si nascose dietro l'arcobaleno). La passione e il desiderio al centro dei vulcani. L'oblio...non mi ricordo...dove? Quando la pazzia arrivò a contare 999.999 l'amore non aveva ancora trovato un posto ove nascondersi poiché li trovava tutti occupati, finché scorse un cespuglio di rose e alla fine decise di nascondersi tra i suoi fiori. "Un milione!" - contò la pazzia. E cominciò a cercare. La prima a comparire fu la pigrizia, solo a tre passi da una pietra. Poi udì la fede, che stava discutendo con Dio su questioni di teologia, e sentì vibrare la passione e il desiderio dal fondo dei vulcani. Per caso trovò l'invidia e poté dedurre dove fosse il trionfo. L'egoismo non riuscì a trovarlo. Era fuggito dal suo nascondiglio essendosi accorto che c'era un nido di vespe. Dopo tanto camminare, la pazzia ebbe sete e nel raggiungere il lago scoprì la bellezza. Con il dubbio le risultò ancora più facile, giacché lo trovò seduto su uno steccato senza avere ancora deciso da che lato nascondersi. Alla fine trovò un po' tutti: il talento nell'erba fresca, l'angoscia in una grotta buia, la menzogna dietro l'arcobaleno infine l'oblio che si era già dimenticato che stava giocando nascondino. Solo l'amore non le appariva da nessuna parte. La pazzia cercò dietro ogni albero, dietro ogni pietra, sulla cima delle montagne e quando stava per darsi per vinta scorse il cespuglio di rose e cominciò a muoverne i rami. Quando, all'improvviso, si udì un grido di dolore: le spine avevano ferito gli occhi dell'amore...! La pazzia non sapeva più che cosa fare per discolparsi; pianse, pregò, implorò, domandò perdono alla fine gli promise che sarebbe diventata la sua guida. Da allora, da quando per la prima volta si giocò a nascondino sulla terra, l'amore è cieco e la pazzia sempre lo accompagna.




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11 gennaio 2008
SOLITUDINI
 





La solitudine attraversa silenziosa: adolescenti, uomini, donne e anziani.

Presenze asfissianti e assenze che ti lasciano senza fiato…


Troppo spesso la solitudine viene considerata un tarlo nella società contemporanea con isolamento, assenza di affetti, di un sostegno mentale e disadattamento. Quindi una condizione inadatta all'uomo che, come diceva Aristotele, è un "animale sociale". Esiste la solitudine dell'anziano abbandonato, che non ha le risorse economiche o psicologiche per farcela da solo, che non ha più progetti, oppure è d'intralcio familiare. Esiste la solitudine del giovane che non trova ascolto all'interno della famiglia e non riesce ad adeguarsi alle prospettive di un futuro incerto, finendo nel mondo subdolo dell’anoressia e bulimia o ancor peggio in quello della droga. C’è quella della donna, relegata in un ruolo che non riconosce come proprio, prigioniera di pregiudizi e di consuetudini ormai estranee al suo modo di essere. Ci può essere la solitudine del lavoratore estromesso precocemente dal mondo produttivo, il quale non trovando solidarietà nella società in cui vive, e non sentendosi più utile, si colpevolizza così ingiustamente. Ma paradossalmente la solitudine può essere anche una meravigliosa opportunità di sviluppo e di benessere interiore, occasione preziosa da sfruttare.




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9 gennaio 2008
"IN" CATENATI... (ma liberi dentro)
 




Ed eccomi qui incatenato (è la seconda volta che mi succede) dalla cara amica Goccia. Io che non amo le catene, la prima volta non ho potuto dire di no a Lou, quindi come poterlo dire a Goccia?
Difficile decidere chi incatenare (questa volta ho deciso di farlo), perché tutti voi siete parte di me, ed è come lasciare fuori una parte che “amo”.

Partiamo
dalle regole del gioco:

1)
Partecipare solo se si è stati nominati,

2)
Lasciare un link al post originario inglese,
3)
Inserire nel post il logo del Thinking blog award,
4 )
Indicare i 5 blog che hanno la capacità di farti pensare.

Veniamo ai fatti:


1)
Sono stato nominato da una blogger alla quale sono molto legato.
2) Clicca qui
per lasciare il link al post originario inglese;
3) Ecco il Postil logo del Thinking blog:





4) Ecco gli incatenati: (ma liberissimi di decidere...) 
    Senza togliere niente agli altri che tengo custoditi nel mio cuore...



VISIONIDIBLIMUNDA:   http://visionidiblimunda.ilcannocchiale.it/
Come non scegliere un’amica che non è soltanto virtuale.

AMORECONTRO:           http://amorecontro.splinder.com/
Una delle bloggers che mi hanno colpito al di fuori della piattaforma del cannocchiale, una persona che ha conosciuto l'amore e la sofferenza.

ARFASATTO:                 http://serapione.ilcannocchiale.it/
Una fiorentina come me, che non conosco personalmente, ma che mi fa molto riflettere.

IO E LUI:                       http://ioelui.ilcannocchiale.it/
Qualcuno che mi sembra di conoscere da sempre, probabilmente perchè mi ricorda una mia cara amica.

ALFACENTAURI:               http://profstupisko.splinder.com/
Unico blogger di sesso maschile, di una sensibilità unica,  anche lui di un’altra piattaforma.




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4 gennaio 2008
COME UN BOOMERANG... (danno di ritorno)
 






Nella comunicazione fra genitori e figli, l'ascolto, l'attenzione sono gli elementi fondamentali per lo sviluppo e la crescita dei figli. Una fase dello sviluppo che mette a dura prova la comunicazione fra genitori e figli è la fase adolescenziale. La conflittualità tra i bisogni di autonomia e di protezione dell'adolescente si esprimono all'interno della famiglia attraverso nuove e diverse forme di comunicazione sia verbali come silenzi, aggressività verbale, aumento dei conflitti, provocazioni, che non verbali come modo di vestire e di atteggiarsi, rapporto con il cibo, modalità di gestire gli spazi personali.
La fase dell'adolescenza caratterizzata da comportamenti che vanno dalla solitudine all'irrequietezza, dal rifiuto delle regole familiari (fino ad allora accettate) al rifiuto scolastico, dalle nuove richieste ed esigenze relative al desiderio di avere il motorino, di andare in discoteca, di non avere orari da rispettare, comporta delle irregolarità di condotta nel contesto familiare, che rischiano di compromettere in modo drastico la comunicazione all'interno della famiglia.

Mi tuonano in mente queste parole della mia cara amica Alessandra che voi tutti conoscete come Alex:

 
“Chi siamo noi per dirti se sei un buon genitore, se ti stai comportando bene, se tua figlia verrà come te, meglio di te o se, invece, peggio? I valori che si danno ai figli sono importanti, ma spesso non servono, quello che loro recepiscono, purtroppo, sono altri messaggi, quelli che vengono dall'esterno, dalle amicizie, dagli amori. Per cui tu puoi dargli tutti i valori che vuoi, ma non è detto che lei li recepisca. I figli non sono nostri, ma della società.”




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