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Un luogo in cui il cielo incontri la terra e viceversa ... con un po' di poesia
29 settembre 2007
BUON COMPLEANNO ILARIA


 


 

Quella mattina del 30 settembre 1994 non è poi così lontana, è sempre li davanti ai miei occhi. E’ il giorno in cui tua madre ti dava alla luce ed io ti presi in braccio soltanto pochi istanti dopo. In questi tredici anni si sono aggiunti coloro che cercavano l’amore e quelli che l’hanno trovato. Il mio subconscio non dorme mai, e nei sogni odo un continuo sfogliare di pagine: le tue cara figlia mia. Ti auguro che siano sempre serene e piene di felicità.



 




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26 settembre 2007
DISSOLVENZE







Le mie mani sul tuo corpo

i tuoi sospiri mi penetrano.

Cerco le tue labbra,

ma gli echi di un bacio

richiamano al presente i miei pensieri

e avverto il tuo respiro

non più così vicino e intenso,

ma dissolto nei miei ricordi.




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24 settembre 2007
A TE!
 


In questi giorni ho ricevuto questa esternazione dalla mia cara amica Simona e voglio postarla per l'affetto che mi lega a lei, suo marito e alla loro straordinaria bambina.




 

A te chiunque tu sia,
una lacrima in un oceano,
un granello di sabbia in un deserto.

A te chiunque tu sia,
un filo d'erba tra due mattoni sconnessi,
un alito di vento in un giorno afoso.

A te chiunque tu sia,
un'onda improvvisa in un mare calmo,
un raggio di sole in una giornata grigia.

A te che sei stato,
le mie lacrime di gioia,
il mio deserto di fuoco e di passione.

A te che sei stato,
il mio giardino di riposo,
la tempesta di vita che si è scagliata sulla mia quotidianità.

A te che sei stato,
il mare calmo e placido dove hanno trovato pace i miei sensi.

A te va il mio amore,
chiunque tu sia stato!


Simona





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23 settembre 2007
FRAMMENTI CHE RIAFFIORANO...








Sul comodino c’è ancora un libro che mi aspetta da quasi tre anni, è lì con il segnalibro a pagina 87. Si tratta della seconda opera di Giorgio Faletti : “Niente di vero tranne gli occhi”. In realtà non è che l’abbia abbandonato perché non mi piacesse, anzi mi ricordo che fosse un bel testo e apprezzo molto il suo modo elegante di scrivere, il fatto è che lo stavo leggendo prima del mio incidente (vedi post “sogni indotti”), e probabilmente non ho ancora del tutto superato quel traumatico periodo della mia vita. E’ ancora li che mi attende, chiuso, come molte cose nella nostra vita che restano sospese in attesa di essere completate, alcune dimenticate per un attimo, altre per sempre. Vorrei riprendermi quella parte di vita, quella dei lunghi mesi di degenza ospedaliera, per riscattare ciò che mi è stato tolto e che in qualche modo ha cambiato la qualità della mia esistenza. Vorrei distaccarmi da quei meccanismi che tendono ad appiattirla fino quasi soffocarla, ma essa segue il suo corso, indipendentemente dalla nostra volontà. Tutti noi dovremmo avere la forza di riappropriarsi della propria vita, per riaffermare il concetto di noi stessi. Ci vorrà ancora del tempo, ma lui scorre, scivola via, sfuggendo al nostro controllo.





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17 settembre 2007
GOCCE DI RESINA di MAURO CORONA








Piccoli racconti, minimi, gocce di resina, appunto. Con questo libro Mauro Corona è l’essenza della sua memoria, quei ricordi che rimangono attaccati a noi come la resina sull’albero. Corona ripropone in questi brevi racconti la sensibile, e a volte dura e triste, voce della sua memoria, e della natura.

Eccone un estratto...



La resina è il prodotto di un dolore, una lacrima che cola dall'albero ferito.
Quelle gocce giallo miele, non scappano, non scivolano via come l'acqua, non abbandonano l'albero. Rimangono incollate al tronco, per tenergli compagnia, per aiutarlo a resistere, a crescere ancora. I ricordi sono gocce di resina che sgorgano dalle ferite della vita. Anche quelli belli diventano punture, perchè con il tempo, si fanno tristi, sono irrimediabilmente già stati, passati, perduti per sempre. Gocce di resina sono piccoli episodi, aneddoti minimi, spintoni che hanno contribuito a tenermi sul sentiero. Proprio perchè indelebili sono rimasti attaccati al tronco. Come fili di resina emanano profumi, sapori, nostalgie.  Tutto quello che ci è accaduto, o abbiamo udito raccontare ha lasciato un segno dentro di noi, un insegnamento,  o quantomeno ci ha fatto riflettere. La vita nel bene e nel male è maestra per tutti. Un individuo guarda il mondo in un certo modo, sorride con certi occhi, cammina con un certo passo, perchè è figlio di ciò che gli è accaduto e del luogo dove è vissuto.

Mauro Corona




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12 settembre 2007
SCEGLI DI VIVERE...
 



Ho ricevuto una mail dalla mia amica che voi conoscete come Alex e non posso fare a meno di postarla.

Queste parole sono state scritte da un giornalista che era presente all'incidente.
La ragazza, mentre moriva, sussurrava queste parole e il giornalista scriveva, ... scioccato.

Questo giornalista ha iniziato una campagna contro la guida in stato di ebbrezza.

Se questo messaggio è arrivato fino a te e non lo divulgherai, potresti perdere l'opportunità, anche se non bevi, di far capire a molte persone che la tua stessa vita è in pericolo.


 

Mamma, sono uscita con amici.

Sono andata ad una festa e mi sono ricordata quello che mi avevi detto:
"non bere alcolici”. Mi hai chiesto di non bere visto che dovevo guidare, così ho bevuto una bibita. Mi sono sentita orgogliosa di me stessa, anche per aver ascoltato il modo in cui, dolcemente, mi hai suggerito di non bere se dovevo guidare, al contrario di quello che mi dicono alcuni amici. Ho fatto una scelta sana e il tuo consiglio è stato giusto. Quando la festa è finita, la gente ha iniziato a guidare senza essere in condizioni di farlo. Io ho preso la mia macchina con la certezza di essere sobria. Non potevo immaginare, mamma, ciò che mi aspettava, qualcosa di inatteso! Ora sono qui sdraiata sull'asfalto e sento un poliziotto che dice: "il ragazzo che ha provocato l'incidente era ubriaco". Mamma, la tua voce sembra così lontana! Il mio sangue è sparso dappertutto e sto cercando, con tutte le mie forze, di non piangere. Posso sentire i medici che dicono: "questa ragazza non ce la fará". Sono certa che il ragazzo alla guida dell'altra macchina non se lo immaginava neanche, mentre andava a tutta velocità. Alla fine lui ha deciso di bere e io adesso devo morire. Perchè le persone fanno tutto questo, mamma  sapendo che distruggeranno altre vite? Il dolore è forte, come se mi pugnalassero cento volte…
Dì a mia sorella di non spaventarsi mamma, e a papà di essere forte. Qualcuno avrebbe dovuto dire a quel ragazzo che non si deve bere e guidare. Forse, se i suoi glielo avessero detto, io adesso sarei viva. La mia respirazione si fa sempre più debole e incomincio ad avere veramente paura. Questi sono i miei ultimi momenti, e mi sento così disperata: mi piacerebbe poterti abbracciare mamma, mentre sono sdraiata qui, morente. Mi piacerebbe dirti che ti voglio bene. Ti voglio bene e... addio.

La tua stessa vita è in pericolo. Questo piccolo gesto può fare la differenza…





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10 settembre 2007
DISTORSIONI TEMPORALI
 




Sequela di gocce che cadono disordinate,
si incontrano,
si scontrano,
si uniscono,
si smembrano.
Gocce che scendono senza nemmeno accorgersi l’uno dell’altra,
si perdono senza aver avuto l’opportunità di conoscersi.
Le nostre domande,
troppe,
le nostre risposte,
sempre troppo poche,
con la pioggia che ci sfiora,
non sempre ci bagna,
rimanendo sospesi nell’incessante bisogno d’amore
per la vita,
per l’amore per l’altro,
noi che siamo viaggiatori sulla coda del tempo,
sotto la pioggia che cesserà,
nel suo incedere.




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9 settembre 2007
INCATENATI
 






Mi hanno incatenato…. Un invito così garbato che non potevo rifiutare…



1) Non l’ho aperto io questo blog, ma è stato mio cugino Antonio alias Teologia che mi ha messo davanti al fatto compiuto.

2) Il blog mi ha aiutato ad interagire con persone sconosciute, di ogni età e cultura, a creare nuovi legami ed amicizie.

3) Ad essere me stesso, come sempre del resto.

4) Mi piace ascoltare i silenzi, i sentimenti, amo in qualche modo donare amore, amo riceverlo.

5) Non amo le catene, ma l'invito di una blogger come Lou non si poteva certo rifiutare, fatalmente però  non incatenerò nessuno…




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8 settembre 2007
Sostieni e partecipa al V-day di Beppe Grillo





8 SETTEMBRE 2007

225 città Italiane e 30 estere



Sostieni e partecipa al V-day di Beppe Grillo

http://www.beppegrillo.it/vaffanculoday/




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4 settembre 2007
STORIA CHE FA RIFLETTERE "Parte prima"




Una volta, un imperatore sognò di aver perso tutti i denti. Si svegliò spaventato e fece chiamare un saggio in grado di interpretare il suo sogno.
“Signore, che disgrazia!” esclamò il saggio: ciascuno dei denti caduti rappresenta la perdita di un familiare caro a vostra maestà. “Ma che insolente” gridò l’imperatore. Come si permette di dire una simile fesseria? Chiamò le guardie ordinando loro di frustarlo. Chiese in seguito che cercassero un altro saggio. L’altro saggio arrivò e disse: “signore vi attende una grande felicità!” Il sogno rivela che lei vivrà più a lungo di tutti i suoi parenti. Il volto dell’imperatore s’illuminò. Chiese che venissero consegnate cento monete a quel saggio. Quando costui lasciò il palazzo, un suddito domandò: com’è possibile? L’interpretazione data da lei fu la stessa del suo collega, tuttavia lui prese delle frustate mentre lei ebbe delle monete d’oro! “Amico mio” rispose il saggio. Tutto dipende da come si vedono le cose: questa è la grande sfida dell’umanità. Da ciò deriva la felicità o l’infelicità, la pace o la guerra. La verità va sempre detta, non c’è alcun dubbio, ma il modo come la si dice fa la differenza. La verità deve essere comparata ad una pietra preziosa. Se la rinfacciamo a qualcuno, può ferire, provocando rivolta, ma se l’avvolgiamo in una delicata confezione e la offriamo con tenerezza, sarà sicuramente accettata con più felicità.




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1 settembre 2007
Fra pochi giorni si torna a scuola

 

 

Fra pochi giorni ricomincerà la scuola, e di conseguenza le lotte con i figli che non vogliono studiare. Educarli nello studio e nella vita sono compiti davvero non semplici anche perché le regole che vanno bene per alcuni, non sempre sono valide per altri. Occorrerebbe trovare il modo per motivare i figli allo studio, mantenendo in loro vivi anche altri interessi come per esempio lo sport. Le ore più propizie allo studio sono quelle del primo pomeriggio delegando le ore di gioco al termine dei compiti e adeguando secondo l’età le ore di sonno, perché la stanchezza riduce notevolmente la capacità di apprendimento e di concentrazione. Sta a noi genitori aiutarli a trovare i loro giusti equilibri, tenendo presente che non occorre che i nostri figli siano i primi della classe, ma abbiano l’opportunità di sviluppare al meglio le loro capacità.

 




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