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Un luogo in cui il cielo incontri la terra e viceversa ... con un po' di poesia
30 ottobre 2007
AIRBUS A380





Dopo quasi due anni di ritardo il consorzio di aziende  francesi, tedesche, inglesi e spagnole ha realizzato e varato l'aereo dei record, naturalmente spaziosissimo, lussuosissimo e ricco di tecnologie innovative. Si tratta dell’Airbus A380 ed è il più grande aereo civile mai costruito unico ad avere due ponti per i passeggeri. E’ la in risposta europea al Boieng 747 americano, ormai giunto alla fine della sua carriera. Costruito con largo ricorso ai materiali compositi, ha un raggio d'azione di 15 mila chilometri, può trasportare 555 passeggeri, che almeno teoricamente possono diventare 840 in una ipotetica configurazione a classe unica. Oltre alle imponenti dimensioni e alla smisurata autonomia, il gioiello europeo fissa nuovi standard anche per quanto riguarda le dotazioni di bordo, tanto che la stessa Airbus l'ha definito "la nave da crociera dei cieli". Il che significa più spazio vitale per i passeggeri  e con certe conformazioni  si possono avere palestre, bar e addirittura casinò, ma anche dotazioni tecnologiche a disposizione dei passeggeri che affrontano le tratte intercontinentali. Tra questi l'Airbus in-flight information system, che sfruttando l'antenna satellitare di serie in tutti gli aerei di linea consente di usare il Pc per inviare o trasmettere e-mail e sms e connettersi a Internet tramite il provider Tenzing. Trattandosi di un servizio in roaming, presenta il vantaggio non secondario di consentire l'uso delle caselle di posta personali. I sedili dell'A380 sono perciò dotati di prese per i portatili. Oltre che per leggere le mail e navigare, la rete interna dell'A380, una Gigabit Ethernet veicola anche il classico "divertimento da volo intercontinentale": film, giochi interattivi e musica che provengono direttamente da un server a bordo dell'aereo e vengono riprodotti su schermi a cristalli liquidi. I biglietti, sono stati messi all'asta su e-bay e tutti venduti per un incasso di 1,3 milioni di dollari che sarà devoluto in beneficenza. Al primo volo parteciperanno anche 7 cittadini italiani che hanno complessivamente pagato 22.000 euro.

Non so quanti di noi se lo potranno permettere.




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29 ottobre 2007
RICETTA PER VIVERE MEGLIO
 



Talvolta andiamoci a leggere questi piccoli consigli che ci possono aiutare nel corso della vita.



Riuscire a mantenere un certo equilibrio tra la vita lavorativa e i momenti di riposo o di svago.

Coltivare un hobby o un interesse extraprofessionale per distogliere la mente dai problemi.

Praticare un’ attività sportiva perché aiuta a scaricare la tensione e l’aggressività.

Concedersi ogni tanto momenti e spazi di solitudine, anche dalla propria famiglia, per favorire la meditazione e il rilassamento.

Non trascurare il sonno.

Aver cura in modo sistematico della propria persona fisica a qualunque età: abbigliarsi, truccarsi, pettinarsi non è vanità ma un modo per sentirsi a proprio agio con se stessi e in forma.

Dedicare un po’ di tempo agli acquisti gratificanti: un vestito nuovo, una giacca, una cravatta o un prodotto per la cura della persona è un gesto protettivo nei confronti dell’ansia.

Dare spazio agli affetti, alla famiglia, agli amici e riflettere sugli aspetti positivi della nostra epoca.

Imparare a dire no senza sentirsi in colpa se lo si ritiene necessario.

Coltivare l’allegria. Questo sarebbe il farmaco più potente del mondo.




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26 ottobre 2007
L'ATTACCO DAL DRAGONE
 


Dopo lo scandalo Mattel, che ha portato al ritiro milioni di giocattoli prodotti
in Cina a causa del loro alto contenuto di piombo ed altre sostanze dannose alla salute, un provvedimento della commissione europea impone agli Stati membri di vietare l’immissione di giocattoli ed altri articoli di puericultura fabbricati in Pvc morbido contenenti ftalati, che sono composti chimici usati nell’industria delle materie plastiche come sostanze aggiunte al polimero per migliorarne la flessibilità e la modellabilità. Questi famigerati ftalati possono creare lesioni al fegato e reni con relativi tumori, alterazioni cellulari e leucemia. Un nuovo allarme all’orizzonte per i nostri figli, un attacco dal Dragone, ricordandoci che il Natale è in arrivo.



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22 ottobre 2007
CAREZZE D'AMORE






Sfioro il tuo corpo in quel battito della notte,

tu asciughi il tuo viso bagnato d'amore,

mi chiedi ancor un bacio

mentre la paura ti guarda per un istante,

annegato ti bacio ancor più di prima,

e silenziosa la luna sembra chiudere gli occhi

in una tempesta di sogni.




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20 ottobre 2007
LA PROPOSTA DI LEGGE LEVI/PRODI (dal blog di Beppe Grillo)
 


                                 Foto di Simone Pomposi                             


Probabilmente tutti noi verremo deportati in questo vecchio carcere


Ricardo Franco Levi
, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo. La legge Levi/Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro. I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video. L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete. Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog?
La legge Levi/Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile. Il 99% chiuderebbe. Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi/Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura. Il disegno di legge Levi/Prodi deve essere approvato dal Parlamento. Levi interrogato su che fine farà il blog di Beppe Grillo risponde da perfetto paraculo prodiano: “Non spetta al governo stabilirlo. Sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà discussa e approvata dalle Camere”. Prodi e Levi si riparano dietro a Parlamento e Autorità per le Comunicazioni, ma sono loro, e i ministri presenti al Consiglio dei ministri, i responsabili. Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia. Il mio blog non chiuderà, se sarò costretto mi trasferirò armi, bagagli e server in uno Stato democratico.




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19 ottobre 2007
STORIA CHE FA RIFLETTERE "Parte seconda"



             Dipinto da una bambina di scuola elementare


Un portatore d’acqua aveva due grossi vasi, appesi all’estremità di un palo che portava sulle spalle; uno dei vasi era incrinato e ogni volta arrivava pieno soltanto a metà, mentre l’altro era perfetto e portava sempre tutta l’acqua fino alla fine del lungo cammino, dalla fonte alla casa del padrone. Tutto questo andò avanti per due anni: il portatore d’acqua arrivava alla casa del padrone con solo un vaso e mezzo d’acqua. Naturalmente, il vaso sano era orgoglioso delle sue prestazioni, si sentiva perfetto per il fine per il quale era stato fatto, mentre il povero vaso incrinato si vergognava della sua imperfezione e di essere capace di portare a termine solo metà del lavoro al quale era stato destinato. Dopo un paio d’anni di quello che egli percepiva come un amaro fallimento, il vaso incrinato parlò vicino alla fonte, al portatore d’acqua. “Mi vergogno di me stesso e voglio chiederti scusa”. “E perché? - chiese il portatore d’acqua- di che cosa ti vergogni?” “Negli ultimi due anni sono stato capace di fare solo metà del mio lavoro a causa di questa fessura che ho e che lascia l’acqua durante il cammino di ritorno alla casa del padrone; per colpa dei miei difetti sei costretto a fare tutto questo lavoro e non hai tutti i riconoscimenti per i tuoi sforzi” disse il vaso. Il portatore d’acqua si sentì dispiaciuto per il vecchio vaso incrinato e disse: “Mentre torniamo alla casa del padrone voglio che tu faccia caso ai bellissimi fiori lungo il sentiero.” Il vecchio vaso incrinato, mentre salivano sulla collina, fece caso al sole che scaldava i bei fiori che crescevano accanto al sentiero e questo fatto lo rincuorò un poco, ma, alla fine del cammino, si sentiva ancora triste perché aveva perso metà del suo carico e, quindi, chiese ancora una volta scusa al portatore d’acqua per il suo fallimento. Il portatore d’acqua disse al vaso: “Hai notato che i fiori erano sul tuo lato del sentiero e non su quello dell’altro vaso? Il perché è facile e risiede nel fatto che io ho sempre saputo del tuo difetto e ne ho tratto vantaggio; ho seminato dei fiori sul tuo lato del sentiero ogni giorno; mentre tornavano dalla fonte, tu li hai innaffiati. Per due anni ho potuto cogliere questi bellissimi fiori per decorare la tavola del mio padrone; se tu non fossi stato fatto così io non avrei potuto avere queste cose per abbellire la casa.” Ognuno di noi ha i propri difetti strutturali, siamo tutti dei vasi incrinati; non abbiate paura dei vostri difetti: siatene consapevoli, così anche voi sarete il mezzo per abbellire la strada. Siatene fieri, sappiate che nella nostra debolezza troviamo la nostra forza.



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16 ottobre 2007
ALIMENTAZIONE BILANCIATA
                                                                                   


                                                  Quadro di Viviana Gheri


I minuti contati, il telefono, il computer, poco tempo a disposizione per realizzare, per conversare e poco tempo per mangiare. Al giorno d’oggi le cose che una volta avevano valore, i luoghi, il focolare domestico, sono diventate parte di un programma dove la carriera, il mantenimento al benessere prendono il sopravvento e ci allontanano sempre più la nostra percezione ai bisogni reali. E’ per molti un’abitudine saltare la prima colazione perché in ritardo, ritagliarsi un pranzo veloce con un panino perché abbiamo un appuntamento, riprendere il figlio a scuola e accontentarli con una merenda ipercalorica, mentre noi ai nostri tempi eravamo abituati a mangiare una fetta di pane con olio e pomodoro. E poi la sera davanti al televisore ci ingurgitiamo un piatto veloce riscaldato al microonde. Gli effetti di tutto questo sono evidenti a tutti, in quanto negli ultimi anni è aumentata l’incidenza all’obesità negli adulti, ma soprattutto nei bambini, con le conseguenti incidenze di diabete, infarti e ictus. Quale è quindi lo schema da seguire? Ce lo possono dire molto bene i nonni: pasta, pane, verdure e frutta, mentre i cibi di origine animale giusto il necessario. Mantenere uno stile di vita attivo e non sedentario con un’attività fisica più volte la settimana, limitare l’uso della macchina. Ritornare alle origini alimentari dei nostri avi ci potrà garantire una buona qualità della vita per noi e tramandarla ai nostri figli.




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12 ottobre 2007
GOCCE
 




Sento la tua voce che mi avvolge

e nutre la mia avidità,

ascolto il ritmico pulsare del tuo seno,

lo sfioro, fino a bere stille del tuo amore,

che cullerò fino a placare i gemiti

soffocati dal nostro respiro.




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9 ottobre 2007
LA GIOIA DI UN NUOVO GIORNO
 




Questa mattina facendomi la barba mi guardavo in uno specchio che rifletteva i ricordi di un volto mutato dal tempo. Specchio di ricordi che parla per me, dei miei sogni realizzati, di vittorie e di delusioni. Un bagaglio ancora non così pesante nel quale suonano le note della mia vita, specchio riflettente l’immagine che indossa il mio viso e risponde al mio nome. E’ l’inizio di un nuovo giorno ed è un bel dono poterlo vivere.




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6 ottobre 2007
I GIOVANI E "IL MALE DI VIVERE"
 




Circondati dal benessere, gli adolescenti hanno perso di vista i principi di un’esistenza semplice e solida. In un Paese come il nostro, le famiglie vivono, mediamente, in uno stato di discreto benessere, immerse, come sono, in un mare di automobili, motorini, televisioni, computer, cellulari, videogiochi e magari anche seconde e terze case. Di riflesso, i giovani godono di una situazione estremamente favorevole. Vivono in famiglia il più a lungo possibile, felici di essere curati e protetti ma non controllati né limitati in alcun modo; ricevono un'alimentazione abbondante e variata, possono studiare a lungo, ritardando a loro piacimento l'ingresso nel mondo del lavoro, praticano sport, viaggiano ed, infine, hanno rapporti agevolati con l'altro sesso per cui anche da questo punto di vista sono largamente appagati. Sembra la ricetta della felicità! E invece non è così. In questo nuovo Paese di Bengodi, i giovani rivelano una “sofferenza di vivere” che era pressoché sconosciuta agli adolescenti di 30 o 40 anni fa, che non possedevano quasi nulla, vivevano in un ambiente familiare e sociale povero, autoritario e non avevano certo di fronte a loro grandi prospettive di lavoro e di successo. Eppure questi ragazzi erano pieni di entusiasmo e di voglia di vivere. Viene allora il sospetto che i giovani siano, in realtà, più poveri oggi di allora, poveri di spirito e di sentimenti forti, privi di tradizioni da amare e da rispettare, senza nessun rapporto con il passato (qualcuno ha detto che “chi non ha un passato non ha un futuro”), incapaci di comprendere e di accettare il mondo degli adulti, che appare loro privo di valori morali e capace solo di offrire modelli di consumismo sfrenato. Un mondo in cui all'antico detto “Cogito ergo sum”: (io penso quindi esisto) se ne è sostituito un'altro “Io consumo, quindi sono”: il che, per un giovane che si affaccia alla vita, è veramente un po’ poco! D'altronde, nella maggior parte dei Paesi industrializzati, si è ormai creato un mondo meccanico, pieno di tecnologie sofisticate, ma privo di qualsiasi altro fine che non sia quello di condurre un’esistenza più comoda ed appariscente possibile. Un mondo di personaggi che ha un unico scopo: guadagnare, ad ogni costo, sempre più denaro per poter comprare sempre più oggetti, spesso inutili; un mondo senza più dignità né orgoglio, dove violenza , arroganza e sopraffazione hanno largamente soppiantato le vecchie e nobili virtù “borghesi” della tolleranza, della pazienza, della modestia e dell'onestà. Dove sono finiti i miti che, pur con i loro limiti e talvolta le loro degenerazioni, avevano pur sempre dato un significato alla vita: lo spirito religioso e la fede nell'Aldilà, l'amore per la Patria, l'orgoglio per la propria storia e per l'appartenenza ad una terra come la nostra di antica e nobile civiltà? Tra l'altro, da tutto questo deriva che, nel nostro mondo tecnologico senza anima né cultura, non c'è neanche più posto per i bambini. Infatti, in poco più di un decennio, il numero delle nascite per anno si è ridotto, nel nostro Paese, ad un terzo (da un milione e mezzo a mezzo milione circa) ed è stato ormai superato dal numero dei morti.
Ed allora come meravigliarsi che gli adolescenti si ammalino, fino a morirne, di “mal di vivere”? Ormai, le casistiche e le denuncie relative ai problemi dei giovani rappresentano un argomento tristemente e grandemente attuale. E' un dato acquisito che il numero dei suicidi nei giovani in età inferiore ai 24 anni è aumentato a dismisura; la depressione colpisce il 10% dei ragazzi ed il 40% di questi finisce preda della droga; il 10% delle ragazze soffre di gravi disturbi del comportamento alimentare (vedi anoressia o bulimia). L'uso abituale di sostanze stupefacenti riguardava, in una statistica relativa all'anno 1998, un migliaio circa di bambini di età inferiore ai14 anni, 15mila ragazzi tra i 15 ed i 17 anni e 57mila giovani tra i 18 ed i 20 anni. Se a questi dati, già sconfortanti, si aggiungono quelli paurosi dei morti e dei feriti per incidenti stradali in auto o in motorino (15-20 morti ogni fine settimana nelle cosiddette “stragi del sabato sera”) ne risulta un quadro impressionante che giustifica l'amaro detto “l'adolescente ammala poco ma muore molto”. Perché tutto questo? Come abbiamo visto precedentemente, i motivi sono tanti e del tutto noti le soluzioni, però, sono assai più difficili.

 Piero Vignetti Professore ordinario Clinica Pediatrica
              
Università degli Studi "La Sapienza"




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1 ottobre 2007
UNA PAUSA...
 


Vi lascio questa bellissima foto. Vi abbraccio tutti, uno alla volta
e con affetto. Ho deciso che per un po' non scriverò.

HeavenonEarth

 





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