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Un luogo in cui il cielo incontri la terra e viceversa ... con un po' di poesia
5 febbraio 2013
IN A TIME LAPSE - LUDOVICO EINAUDI

 

Ludovico Einaudi riesce sempre a sorprenderci mantenendo l’inconfondibile stile che rende la sua musica riconoscibile dopo poche note. "In a time lapse" è la prosecuzione di un progetto iniziato con "Divenire", seguito poi da "Nightbook", ma in questo nuovo album la linea delle emozioni viaggia più in profondità. Al primo impatto si può rimanere un poco disorientati perché la materia musicale è utilizzata con più parsimonia, la trama è meno appariscente, i volumi più calibrati. Ma ad ogni nuovo ascolto il disegno appare sempre più chiaro fino ad emanare tutto il suo splendore.



 




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24 giugno 2012
MASTERPIECE









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7 aprile 2011
D.A.P. Concerto






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16 gennaio 2011
HEREAFTER

 

In questa pellicola di buon livello Clint Eastwood ha elaborato una dimensione serena sul grande trapasso in un luogo rasserenante, da cui i defunti sono disposti a parlarci attraverso  George che  una particolare sensibilità verso l'Aldilà, Marie una giornalista francese che ha assistito allo tsunami del 2004 ed ha vissuto un'esperienza a cavallo tra la vita e la morte, e Marcus che perde suo fratello sentendo il  disperato bisogno di risposte. Ognuno sul suo percorso verso la verità, le loro vite si intersecheranno  nel tentativo di trovare conforto nel contatto con il mondo ultraterreno che saranno cambiate in qualche modo per sempre da ciò che credono fermamente.




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2 gennaio 2011
L'OSPITE INQUIETANTE (Il nichilismo e i giovani)

 

 Conosciamo le malattie del corpo, con qualche difficoltà le malattie dell'anima, quasi per nulla le malattie della mente. Eppure, anche le idee della mente si ammalano, talvolta si irrigidiscono, talvolta si assopiscono, talvolta, come le stelle, si spengono. E siccome la nostra vita è regolata dalle nostre idee, di loro dobbiamo aver cura, non tanto per accrescere il nostro sapere, quanto piuttosto per metterlo in ordine.





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CULTURA
31 agosto 2010
QUALCOSA DA TENERE PER SE

 

 

"La verita' e' una rete fatta di tanti fili intrecciati, che sono le coincidenze, le occasioni mancate, l'impossibilita' di ricrearle, e il filo piu' vistoso, quello che chiude la rete, e' la necessita' di non raccontare tutto, di tenere qualcosa per se', di lasciare delle maglie di silenzio. Se ascolteremo bene, anche nel silenzio potremo leggere contenuti  importanti, quelli che talvolta non abbiamo il coraggio di dire. Uno sguardo, un respiro, un sorriso diventano complici del silenzio e sanno come saper cogliere l’attimo. I sentimenti sono degli inquilini che ci abitano quasi a tradimento, degli abusivi che sfondano le porte o entrano dalle finestre senza essere invitati, senza chiedere il permesso…”

 
Margherita Oggero
 



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musica
30 luglio 2010
LUDOVICO EINAUDI

 

Per la terza volta ho assistito ad un concerto di Ludovico Einaudi, questa volta nel teatro romano di Fiesole, in un paesaggio notturno, un giardino rischiarato dalla luce della notte. Nel cielo terso la luna piena sembra illuminare  le ombre degli alberi intorno. Così, come il punto di passaggio tra la luce e il buio, tra il noto e l’ignoto, Einaudi descrive “Nightbook” la sua ultima fatica che sta portando in tour da quasi un anno, che permette di entrare negli universi del desiderio, del sogno, del mistero. Le atmosfere di cui l’artista parla si riflettono in una grande libertà espressiva, nella scelta di composizioni dalla struttura più aperta, in sonorità originali ottenute da un vero e proprio incontro del pianoforte con archi e percussioni e da un uso dell’elettronica che amplifica il suono del pianoforte proiettandolo, come un’ombra, in tutte le direzioni. La sua musica è un viaggio intenso ed essenziale, una musica di estrema intensità interiore, malinconia tra  le onde della solitudine. Le sue note mi appaiono saldamente aggrappate a solide funi di una profonda etica intellettuale dove l'utilizzo di pause e di silenzi, sono peculiarità del suo musicare, frutti di un percorso creativo profondo solitario ed  individuale.  Ascoltando i suoi brani viaggeremo ad occhi aperti con la dolcezza e la purezza che si fonderanno nelle creazione di un pianista incredibile, la cui semplicità  grandiosa è  di  saper coinvolgere chi ascolta entrando nell'anima e nel cuore...

 

 

 

Sotto un cielo illuminato di stelle e in uno scenario naturale mozzafiato il Maestro Ludovico Einaudi, compositore e pianista torinese di innato talento e raffinata sensibilità, ha presentato e suonato la sua ultima opera “Nightbook”, accompagnato da un quintetto di musicisti d’eccezione: Federico Mecozzi (chitarra e violino), Mauro Durante (violino, percussioni) Antonello Leofreddi (viola), Marco Decimo (violoncello), Robert Lippok (live electron ics).

 




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cinema
28 settembre 2009
BAARIA




Interessante, il film dura due ore e mezzo ma ha un ritmo sostenuto e scorre abbastanza velocemente. Subito i ricordi vanno verso un “Nuovo Cinema Paradiso”... Peppino e’ un personaggio puro, cresce nel fascismo ma fa del Partito Comunista Italiano la sua personale religione. Crea la sua famiglia e crede veramente negli ideali che il Partito portava avanti. Baaria e’ costato ben trenta milioni di euro e c’e’ stata una vera e propria guerra da parte di tutti i maggior attori italiani per far parte del cast.
La stampa italiana lo definisce come uno dei favoriti, ma credo che manchi qualcosa per essere un capolavoro, insomma Tornatore gira di nuovo un film sulla storia completa di un uomo e della sua famiglia ma perde quel tocco magico di “Nuovo Cinema Paradiso”. Comunque vale la pena di vederlo e di viverlo, perché ci sono dei passaggi davvero notevoli. Direi che l’unico neo è la scena in cui il regista (è tutto vero)  ha fatto uccidere un bovino con un punteruolo conficcato in fronte del povero animale prima di sgozzarlo facendolo morire dissanguato. Le tracce del passato svaniscono e la modernità si impossessa della vita dei giorni odierni dove la miseria non può essere oggetto di nostalgia, e dove il presente non può essere vissuto come se prima non ci fosse stato niente.










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musica
14 luglio 2009
D.A.P. (Disturbi di attacchi di panico)
 
 
 
 
D.A.P. (acronimo di “Disturbi da Attacchi di Panico”) è un progetto rock nato tra Firenze e Prato durante il 2007, composto da: Denis Galante (voce e chitarra), Riccardo Burchielli (basso), Tommaso Campanini (chitarra) e Marco Visconti (batteria) per completare l’attuale formazione.  I quattro, tutti con precedenti esperienze nel campo del rock, portano avanti un percorso di sperimentazione musicale dedito ad amalgamare tutte le sonorità dirette tipiche del genere. Allo stesso periodo della formazione, risale il primo lavoro autoprodotto, "Demo 2007", contenente una registrazione live in presa diretta di sette dei loro brani. Il sound è ruvido, ma lascia ampio spazio alla melodia. Una cura particolare è rivolta ai testi, che raccontano storie di un quotidiano impenetrabile e personale, comune ad un’intera generazione. La band continua ad arricchire il suo repertorio e nel 2008 inizia a collaborare con Marco Ribecai (stage monitor engineer di Angelo Branduardi e sound engineer degli Eldritch, Tossic, Rhumornero e tanti altri…) con il quale co-producono il promo “Disturbi da Attacchi di Panico”.
Nel maggio 2008 debuttano dal vivo nella storica cornice della Fortezza Da Basso di Firenze, nell’ambito della manifestazione “Rock in Fortezza”, ricevendo buoni consensi da parte del pubblico ed addetti ai lavori.
Attualmente i D.A.P. dividono la loro attività tra la sala prove ed esibizioni dal vivo dove propongono in larga parte i propri brani ed alcune cover classiche del rock degli ultimi 20 anni (tra cui Negrita, Timoria, Alice In Chains e altri).

D.A.P.
 
Denis Galante – voce, chitarra
Tommaso Campanini – chitarra
Riccardo Burchielli – basso
Marco Visconti – batteria
 
 
 
Ed io che ho avuto la fortuna di assistere alle loro prove vi posso dire che faranno molta strada...
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


 



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cinema
12 gennaio 2009
SETTE ANIME



Non mi era mai capitato di alzarmi in piedi in un fragoroso applauso ai titoli di coda di un film, così potente che poteva avvenire soltanto con Will Smith e Rosario Dawson diretti da Gabriele Muccino.




“Dio creò il mondo in sette giorni ed io in sette secondi ho distrutto il mio”. Con questa battuta inizia “Sette anime”, una pellicola dai toni drammatici, che racconta la storia di un uomo la cui vita cambia improvvisamente a causa di una tragedia da lui stesso involontariamente provocata, che lo porta a fare una scelta fra se stesso ed il prossimo. E’ un film che racconta varie rappresentazioni dell’Amore, un film dove il protagonista cerca di riscattare le sue colpe. E’ una storia impegnativa non facile da costruire, che lascia sconcertati e colpisce mentre offre una grande dose di emozioni.



 




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15 settembre 2008
Charlie Chaplin





La giovinezza sarebbe un periodo più bello se solo arrivasse un po' più tardi nella vita…

Charlie Chaplin



Di Charlie Chaplin conosciamo la maschera, quella celeberrima di Charlot, e la turbolenta vita privata; ma pochi conoscono il Chaplin che sta dietro una carriera durata oltre sessant'anni, il Chaplin attore che osserva la gente per trarne ispirazione, il Chaplin regista che medita per giorni sulla composizione di una scena, il Chaplin uomo di cultura che esprime le sue idee su arte, letteratura e politica senza lasciarsi influenzare da nulla e da nessuno. Nelle rare interviste che ha concesso nel corso della sua vita ci mostrano un individuo attento al mondo e ai suoi mutamenti, che nelle sue timidezze come nei suoi sfoghi, riprende talvolta il malizioso candore di Charlot, in altre se ne allontana in maniera sorprendente, ma rimane sempre un personaggio a tutto tondo, un genio del cinema paradossalmente troppo poco conosciuto nella sua realtà.

Ed io l’adoro

In questo mondo c'é posto per tutti. La natura é ricca e sufficiente per noi. La vita può essere felice e magnifica. Ma noi talvolta ce ne dimentichiamo. L'avidità ha avvelenato i nostri cuori, ha precipitato il mondo nell' odio, ci ha condotti a passo d'oca fra le cose più abbiette. Abbiamo i mezzi per spaziare ma ci siamo chiusi in noi stessi. La macchina dell'abbondanza ci ha dato povertà. Pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchinari ci serve umanità, più che abilità ci serve bontà e gentilezza.






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21 febbraio 2008
UN FILM INDIMENTICABILE


  L'amicizia è un dono che fai a te stesso



Ventisei anni fa, usciva nelle sale cinematografiche uno dei più bei film di Steven Spielberg. Bambini e adulti rimasero colpiti da questa bellissima favola che narra l'amicizia tra il piccolo Elliott e il simpatico E.T., l'extraterrestre abbandonato per sbaglio sulla terra dai suoi simili.
Elliott, insieme ai suoi due fratelli lo proteggeranno dagli scienziati e lo aiuterà a tornare sul suo pianeta, emozionandoci in una apoteosi di sincera passione. È un'amicizia che diventa empatia totale: vivono le stesse emozioni e gli stessi pensieri. Difficile trattenere le lacrime ogni volta che lo vediamo, complice la bellissima colonna sonora che ci pervade fino a sfiorare le corde più nascoste.

E pensare che a mia figlia non sono mai riuscito a farglielo vedere, perché da piccola è rimasta turbata dal meraviglioso alieno.




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cinema
12 giugno 2007
IN UN CASSETTO DELLA MEMORIA
 

Ogni tanto mi vado a rivedere i vecchi film e inevitabilmente si riaprono i cassetti della memoria, tesori custoditi con cura, e fra questi uno di quelli che ho amato più di altri: “Nuovo cinema Paradiso”.

Passato, presente, ricordi di un tempo che fu, tra rimpianti e lacrime spezzate nel vento della passione e della memoria. La storia di un bambino con la grande passione del cinema, di quella pellicola liscia e opaca di una cinepresa. Totò cresce insieme a film indimenticabili dentro una Sicilia che ancora non ha un identità propria con gli affanni del dopoguerra. In quel paesino l’unico cinema presente è il “Paradiso” dove ogni sera viene proiettato un film. Da subito Totò diventa amico del macchinista, imparando i segreti della proiezione, ma un incendio distrugge tutto il cinema e con lui i sogni del bambino. “Nuovo cinema Paradiso” è la metafora del cerchio della vita, si cresce e si invecchia, il bambino che diventa ragazzo e poi uomo. Tutta la sua vita gira intorno al quel cinema, il grande amore per una donna, la gioia, la tristezza, i sogni ed i frammenti di ricordi con il futuro condizionato dal passato. L’amicizia che lega un uomo ed un bambino, l’amore che può avere forme diverse, come nella vita di ognuno di noi. Le musiche di Ennio Morricone ci accompagnano fatali, perché inevitabilmente non riusciremo a trattenere le lacrime  ogni volta che lo vedremo.
 




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