.
Annunci online

Un luogo in cui il cielo incontri la terra e viceversa ... con un po' di poesia
sentimenti
5 gennaio 2010
INCISIONI SOSPESE NEL CUORE
 

 

Un lavoro paziente e necessario per tradurre in parole i miei pensieri, incidendo per sempre l’emozione che nasce da dentro e sembra condensare in sé una sorta di ossimoro, una contraddizione di significato fondamentale per il raggiungimento della perfezione emozionale. Tre anni sono trascorsi da quando questo blog è nato per  volere sfidare me stesso e la vita che Dio, per il quale credo soltanto come specchio di me stesso, mi ha voluto in qualche modo (ri)dare cinque anni fa dopo il mio grave incidente. Sono riuscito in questo straordinario intento ascoltando profondamente i tempi dell’anima e percorrendo vie che mi hanno fatto incontrare anche le vostre, lasciandomi un segno come visioni: orme, suoni e cammini che hanno illuminato la mia vita. Resteranno dentro di me   giungle indelebili di insegnamenti tessuti nei vostri posts  che probabilmente andrò nel tempo a rileggermi conservando attraverso questo mezzo un “segno” intenso, vibrante ed eterno di tutti voi.

 
 
 

Il filo di paglia galleggia sull’acqua, ma la gemma preziosa abita nel fondo.

Marco

 

26 agosto 2009
GOCCIADIME (pensiero semplice)





Amare la vita e cogliere in lei l'aspetto più vero di ciò che desideriamo essere… Crescendo non c'è nulla di più emozionante che coglierne la fantasia della sua immaginazione ed il suo spirito quando si presenterà, facendoci comprendere la straordinaria emozione nel donarci le luci ed i colori l'aria che respiriamo, emozionandoci con lo spirito di un bambino, nella pura semplicità di quello che Noi siamo. Amare la vita e afferrare in essa l'aspetto più vero di ciò che vogliamo diventare…





 




permalink | inviato da HeavenonEarth il 26/8/2009 alle 18:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa
10 agosto 2009
SOLTANTO PENSIERI ESTIVI...

 




La vita è fatta di tante piccole lotte quotidiane, di doveri cui bisogna sottostare e che lasciano l'impressione di lasciarsi sfuggire il tempo e con indescrivibile delicatezza che si accolgono quei momenti in cui ci si può dedicare a se stessi, ai pensieri importanti, e rivolgere la mente a tutte quelle cose che sono il vero motivo per cui viviamo. Perché è così, se sopportiamo dissapori e situazioni spinose non è perché dobbiamo, ma semplicemente perché sappiamo che c'è qualcos’altro: esiste un porto luminoso che ci aspetta.
E' forse per un' intrinseca ricerca di armonia che a volte mi ritrovo ad apprezzare il silenzio, quando il rumore mi ha sopraffatto, o la musica che amo ascoltare, specialmente se dentro di me avverto dissonanza. 
Il lavoro mi ha da sempre relegato poco tempo libero, ma quando posso, evado, e poco importa se i miei viaggi sono di breve durata o le mie mete vicine. Viaggiando si appaga il mio desiderio di vedere, parlare, conoscere e trovo nuovi luoghi da ricordare e immaginare nei momenti a venire. E poi ci sono i libri, e di certi periodi della mia esistenza posso dire solo che questi mi hanno donato molto, e anche scrivere su questo blog mi ha fatto crescere ogni giorno di più. E non posso dimenticare la corsa che è per me un vero Amore al quale non posso fare davvero a meno. E per quanto so che c'è chi mi considera poco espansivo, ho assoluto bisogno degli altri, non quegli "altri" indistinti che costituiscono lo sfondo su cui passano immancabilmente lunghe giornate, ma di degli "altri" che cerco, che mi mancano, con cui sento il bisogno di condividere un pensiero, che amo incontrare, con cui divido il tempo libero, quelli che abbraccio, quelli di cui cerco il contatto fisico, quelli con cui è sufficiente anche solo restare insieme in silenzio per darmi pace, per darmi felicità, sono poche persone con cui sento di aver diviso un po' di anima. Sono le persone che hanno reso e rendono il mio mondo più luminoso… Ebbene sì, essere felice mi piace e, per quanto ovvio, è una scoperta che fa davvero bene e ti fa stare bene col prossimo.







permalink | inviato da HeavenonEarth il 10/8/2009 alle 2:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (21) | Versione per la stampa
27 maggio 2009
INDOLORE "PITTURA"







Avvertiamo una grande creatività interiore con pigmenti che assumono una forza come dover scaricare in noi tutto il peso cromatico della vita, come se volessimo gridare alla natura ed al mondo intero che l'Amicizia si spezza come il pane caldo,  ed i cuori galleggiano tra le nuvole sfumate... Il  distacco dall'immagine  dà modo di liberare senza preoccupazioni di credibilità la sensibilità  ormai perduta, probabilmente lei stessa si accorge che quello che le interessa è il colore stinto della sua tela, non necessariamente imbrigliata, in una forma che la porterà inevitabilmente verso l'abisso.


                                         


                                




permalink | inviato da HeavenonEarth il 27/5/2009 alle 11:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (26) | Versione per la stampa
sentimenti
9 marzo 2009
SOSPESI

 



 


Attraversarsi, scavarsi dentro,

spingersi fino alla soglia dei propri silenzi

e così ridar vita ai ricordi alle immagini ai suoni,

a volte lontani, talvolta dimenticati,

che ci compongono nel corpo e nella mente.


 




permalink | inviato da HeavenonEarth il 9/3/2009 alle 13:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (28) | Versione per la stampa
sentimenti
9 febbraio 2009
A TUO PADRE CARA ALESSANDRA



Trovo inconsueta e significativa la parola "bisbiglio" che si contrappone acusticamente
a tutto il resto, poiché il bisbigliare si avverte appunto con l'orecchio, un saluto che
hai voluto ricordare con un soffio e gli occhi negli occhi...

Ti voglio bene Amica cara
http://visionidiblimunda.ilcannocchiale.it/


 

Dall’immagine tesa
vigilo l’istante
con imminenza di attesa
e non aspetto nessuno:
nell’ombra accesa
spio il campanello
che impercettibile spande
un polline di suono
e non aspetto nessuno:
fra quattro mura
stupefatte di spazio
più che un deserto
non aspetto nessuno:
ma deve venire,
verrà, se resisto,
a sbocciare non visto,
verrà d’improvviso,
quando meno l’avverto:
verrà quasi perdono
di quanto fa morire,
verrà a farmi certo
del suo e mio tesoro,
verrà come ristoro
delle mie e sue pene,
verrà forse già viene
il suo bisbiglio.
 

Clemente Rebora, 1920







 




permalink | inviato da HeavenonEarth il 9/2/2009 alle 12:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (29) | Versione per la stampa
sentimenti
3 febbraio 2009
BUONI RICORDI

 
Stavo risistemando la mia piccola biblioteca, quei libri che conservo come pezzi pregiati della mia vita, ma all’improvviso cadono lettere come una pioggia del passato. Le raccolgo pensando che forse è meglio rimettere tutto apposto senza guardare: spesso i nostri luoghi sono quelli in cui è meglio non guardare. Troppo tardi ne ho una tra le mani, e la apro leggendola...

 




Angoscia
 

Il tremito mi assale
tutto è caos, vorrei parlarti e vegliare su di te
il frastuono della gente mi offende,
vorrei urlare il dolore
che devo affogare dentro di me,
un nodo alla gola che fa fatica a scendere.
Piango nella paura del silenzio della notte
ricordo il tuo sorriso, le tue parole
mi dico che tutto passerà
che tutto tornerà come prima,
vorrei proteggerti dalla sofferenza
ma come posso?
Spero che questo incubo finisca.
Ti penso.



Ti immagino nel letto senza coscienza,
riposi come un bambino che niente sa, che sogna.
I tuoi occhi appesantiti finalmente riposano,
le tue membra si rilassano, il tuo respiro diventa calmo,
tutto è silenzio, nel tuo mondo ovattato
nessuno ti può nuocere.
Fuori il frastuono della stupidità, della curiosità imbecille, del mondo così diverso da te,
tu che sogni ancora come un bambino,
che vorresti amare tutti, tu che sorridi sempre a tutti,
tu che non capisci più questo mondo così diverso da te.
Mi manchi.



Perché dobbiamo sempre arrivare al limite
Per renderci conto che sbagliamo?
Perché solo adesso capisco i miei errori?
Ricordo le frasi dette, gli sguardi mancati
per punirci scioccamente.
Perché ferirci quando sappiamo che siamo importanti l’un l’altra?
Perché ci dimentichiamo di sopportare i difetti,
di limare le controversie, di sorridere alle idiozie.
Penso ai bei momenti vissuti e mai dimenticati,
alle risate fatte, agli insegnamenti reciproci,
questo tesoro immenso che nessuno potrà distruggere,
perché vive dentro di me ogni attimo,
nella speranza di poter sbocciare di nuovo con te come una rosa a primavera.


Ti ho visto! Fragile e pallido,
con il patimento che ti affligge.
La tua voce flebile
cerchi di essere te stesso, malgrado tutto.
I tuoi occhi si fanno piccoli e grigi,
ti allontani dagli altri sguardi
cerchi di incrociare i miei,
ci diciamo mille cose in silenzio.
Afferro la tua mano
non vorrei lasciare le tue fragili dita
che ho avuto paura di perdere.
Mi stacco e mi richiami indietro,
so che non vorresti lasciarmi andare,
non sai cosa dire per trattenermi.
Mi dici “ciao” con gli occhi tristi.
Ti regalo un sorriso, il più bel sorriso che io abbia
perché ti possa accompagnare durante le lunghe ore della notte!



Ho aperto il tuo armadietto, che emozione!
Ho raccolto i tuoi abiti, le tue camicie sapevano di
buono, le ho riposte in un sacchetto
le tue cravatte ancora annodate,
aspettavano di essere di nuovo indossate,
appoggiate in fretta, ma con ordine.
Niente in più, solo poche cose che parlano di te.
Allungo le mani, fortunato tu che sei alto
che arrivi fin sopra,
mi sembra di vederti mentre ti prepari per la routine.
Come vorrei che tu fossi qui,
ridere e starti vicino.
Quanto tempo dovrà ancora passare prima
che le tue camicie possano tornare di nuovo utili,
prima che tu apra di nuovo la crema per le mani
per ammorbidirle dopo il duro lavoro,
prima che tu chiuda quest’armadietto per andartene a casa,
con quel “ciao bella” pieno di stanchezza e di sollievo,
te ne vai via timidamente, senza disturbo,
perché dentro di te non ti senti incredibile, eppure lo sei
amico mio!!!



 

 

 

 

 

 

L’ ho rimessa dentro un libro che mi aveva regalato perché ne ho un buon ricordo.

http://heavenonearth.ilcannocchiale.it/2007/05/29/sogni_indotti.html




permalink | inviato da HeavenonEarth il 3/2/2009 alle 12:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa
26 novembre 2008
TENTAZIONI REPRESSE "Parte seconda"

 


                    Quadro di René Magritte




Quello che mi racconti non è stato inaspettato amica cara.

 


Un nuovo invito da te. Siamo sole, lui non c’è stasera. Varcando la porta di casa tua, ho appeso il sole all’attaccapanni aspettando la notte. Le pareti si sono fatte improvvisamente più strette lasciandoci senza fiato, in un ovattato mondo impacchettato come un dono da scartare. Le tue mani mi hanno afferrata come radici in cerca di acqua, ma hanno trovato un corpo in fiamme, lasciando cadere le ultime difese verso un viaggio quasi irreale, mentre la penombra nasconde i nostri avidi corpi di donna.




permalink | inviato da HeavenonEarth il 26/11/2008 alle 9:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (17) | Versione per la stampa
sentimenti
21 novembre 2008
ESPERIRE

 






Si strinse nella felpa Napapijri avuta in dono dal suo ragazzo e che non smetteva più di indossare da quando l’aveva lasciata. Cercava di godersi gli ultimi raggi di sole di quel freddo pomeriggio, e la sua mente distratta vagava senza un percorso stabilito, con frammenti di quel breve ma intenso passato che le filtravano nella memoria. Le giornate erano avvolte dai suoi occhi neri: era così bello con quella cascata di capelli, con quel sorriso così solare che nello spazio di un breve istante sapeva trasformarsi in un'espressione che pareva contenere tutta la dolcezza di questo mondo. Si ricordava molto bene di quando si erano scambiati il primo bacio e ne conservava intatto il ricordo: le labbra dapprima timide e incerte, quasi timorose di congiungersi, il profumo inconfondibile di lui, la passione che improvvisa divampava nel basso ventre. Un soffio di vento freddo la risvegliò per un momento, ma la giovane rimase seduta ancora sul quel muretto che li aveva visti spesso protagonisti. Lampi di passato che emergevano, crudeli, ma felicemente vissuti. Pensieri allontanati a viva forza alla soglia del cervello, sostituiti infine da altri ricordi, come tappeti di foglie cadute dagli alberi. Il vuoto lasciato: -"No, non pensare!"- si disse nostra figlia alzandosi dal muretto, mentre se ne tornava a casa, contenta di andare incontro al suo domani.

 

marco e valentina




permalink | inviato da HeavenonEarth il 21/11/2008 alle 19:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (21) | Versione per la stampa
12 novembre 2008
TENTAZIONI REPRESSE "Parte prima"




                  Quadro di Renè Magritte


La potenza e la bellezza delle parole consistono nel riuscire
a dipingere storie nelle quali possiamo identificarci, e dare
corpo e volto alle nostre paure e ai nostri desideri.



Quella sera, quell’invito a cena. Mentre salivo le scale pensavo: “e se?”... Scale interminabili, sguardi quando sull’uscio della porta mi hai detto : ”buonasera, finalmente a cena da noi!”. Ancora quel gioco di sguardi, cosi provocante, quasi a spogliarci con la mente. Sono a casa tua, il tuo uomo mi ha fatto vedere il vostro nido d’amore. Abbiamo giocato e riso tutti insieme, abbiamo mangiato penne con gamberetti e zucchine, branzino al sale; e cercando di non sfiorarci mentre prendevamo la bottiglia di vino, ci siamo guardati negli occhi… e volevo quasi  sussurrarti: ”sei proprio una bella rizzacazzi”. Non sembravi molto imbarazzata, forse lo avevi capito da tempo che in qualche modo mi intrigavi e volevi giocare con me. Mi hai guardata fissa negli occhi che parlavano da soli, volevo baciarti, anche tu sembravi volerlo fare quando mi hai accompagnato alla porta, ma non è successo e forse è meglio così…

 

 




permalink | inviato da HeavenonEarth il 12/11/2008 alle 10:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (38) | Versione per la stampa
31 ottobre 2008
MIOPIA POLITICA "Il minore dei mali"

 



La miopia dei nostri politici tutti è ultimamente proverbiale. Ritirati nell’interesse della loro bottega e nei vari conflitti di interessi a cui oramai quasi nessuno sfugge, il resto per loro è solo noia. A cosa serve Kyoto? Ad ostacolare la ricchezza apparente e ribadisco apparente, di un paese, che nel loro modo di vedere significa meno utili per le proprie imprese! Peccato e lo dico dispiaciuto, che in questo orrendo calderone del PIL non siano mai e ribadisco mai, inserite la cultura il sapere e la scuola, né tantomeno tutte quelle attività che una ricchezza morale per il paese e per noi tutti sono. Mi riferisco al volontariato e a quelle forme associazionistiche che nel loro piccolo danno per fortuna lustro a molte realtà quotidiane. L’ambiente si sa, non paga tasse contributi e balzelli, quindi a lor signori di destra e di sinistra, importa davvero poco per un albero tagliato quanto di una foresta che muore o della cementificazione urbana, con quartieri oramai somiglianti a delle specie di enormi periferie della desolazione. Purtroppo il potere non lo ha chi vuole le cose migliori per tutti, specialmente da noi, ridotto a uno strumento per correggere bilanci truccati, processi e indagini a raffica, e per finire a una corporazione di eletti. Berlusconi aveva ragione quando diceva di essere l’unto del Signore, ora ha creato la sua religione fatta di adepti corrotti e complici al limite della follia. Ma questo è quello che hanno deciso le urne. Non resta che rimboccarci le maniche e cercare di porre rimedio. Ma qual è il rimedio?

 

 




permalink | inviato da HeavenonEarth il 31/10/2008 alle 11:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (27) | Versione per la stampa
17 settembre 2008
CACCIATORI DI SOGNI





 

Progresso o regresso: cambiamenti sociali o cambiamenti nella mente delle persone?




Per il suo impatto sociale, per l'eco anche mediatica che suscita, la depressione sembra un po' il sintomo della nostra epoca, quello che meglio la caratterizza. Ma che epoca è la nostra? È il tempo storico delle soddisfazioni silenziose per tutti uguali, del conformismo dei piaceri, della globalizzazione dei consumi: siamo tutti invitati a godere tutti con le stesse modalità degli stessi oggetti. Questa spinta al consumo è sempre più accelerata, sempre più parossistica: se non consumiamo tutto il sistema si arresta! Dobbiamo essere costantemente efficienti, pronti a produrre, a guadagnare denaro e a spenderlo con ritmi sempre più incalzanti. Non ci è concesso soffermarci sulle nostre questioni personali: ogni ripiegamento individualista costituisce un momento di arresto in questa rincorsa maniacale. Dobbiamo sempre mostrarci all'altezza degli ideali di forza, prestanza ed efficienza che la società richiede ad ognuno di noi. Chi non ci riesce, chi subisce una battuta d'arresto, chi si attarda nel chiuso delle proprie contraddizioni personali, chi mostra un ritiro rispetto al mondo è un depresso, dunque un malato. Da segnale di disagio rispetto ad una condizione in cui l'individuo non si riconosce più in ciò che fa e in ciò che è, in cui si scopre drammaticamente smarrito rispetto al proprio destino individuale, la depressione diviene così un sintomo di inadeguatezza alle condizioni standardizzate del vivere, quindi una vera "malattia". Naturalmente per questa malattia la società si preoccupa, perché costituisce una perdita di tempo e di risorse. Di qui un certo "accanimento" per forzare le persone che sono più o meno toccate da queste manifestazioni a "farsi curare" a riconoscersi come malate e a prendere i provvedimenti del caso, il che, il più delle volte, si traduce nella scorciatoia chimica dell'assunzione di farmaci. Questi ultimi sono indubbiamente efficaci in molti casi, producono effetti sul tono umorale ma costituiscono una risposta anche in questo caso "uguale per tutti", una risposta che cura l'organismo, non l'individuo, non la specificità del suo malessere. La depressione, nell'accezione massificata con cui è oggi adoperata nel discorso corrente sulla salute mentale, rappresenta un enorme "contenitore" psicopatologico che finisce per rendere falsamente omogenei quadri fra loro diversissimi per significato e vissuto personale. Di fronte a questo approccio globalizzante occorre affermare che la depressione al singolare non esiste. La depressione è un fenomeno di crisi soggettiva, di ritiro di investimento dall'ambiente circostante e anche, talvolta, dalla propria persona (disistima). È l'indice di una sofferenza che l'individuo sperimenta spesso come un enigma, un enigma che invoca una decifrazione. Ma questa decifrazione si può compiere solo a partire dalla propria storia personale, quella che rende ogni manifestazione depressiva, pur nell'esteriore analogia con tante altre, unica ed irripetibile.

A tutto questo si può porre un rimedio molto semplice, ma efficace: l'esercizio fisico cura la depressione inducendo l'organismo a rilasciare endorfine, riducendo il livello di cortisolo nel sangue, dando una sensazione di soddisfazione che aiuta ad aumentare l'autostima e aumentando il livello di serotonina. Provare per credere...




                               Dipinto di Viviana Gheri




permalink | inviato da HeavenonEarth il 17/9/2008 alle 13:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (19) | Versione per la stampa
31 maggio 2008
CONGEDO (Un ponte sospeso nel tempo) 17 dicembre 2006/ 31 maggio 2008


        


IN UN CRESCENDO PAROSSISTICO

CHE FINISCE INVITABILMENTE PER DISSOLVERSI

SI SMARRISCE IN SUPERFICIE

SI INFRANGE E CROLLA SULLE SUE STESSE AMBIZIONI

VOLTEGGIANDO SULLA TESTA DEGLI ASTANTI

RAPITO FRA LE LACRIME

DI UN INEVITABILE ADDIO.



"Un passo indietro"

Talvolta è necessario trovare un momento di pausa nella continua rincorsa della vita per cercare di capire dove si sta andando, per ritrovare noi stessi e permettendo di evitare un’infinità di errori percorrendo vicoli ciechi. La fretta nel prendere decisioni è spesso la conseguenza della poca lucidità con cui ci si avventura in percorsi mal tracciati e questa folle rincorsa ci trova impreparati a prendere decisioni importanti. Eppure la fretta imperversante non accenna a rallentare, continua l’affanno nel tentativo di recuperare ciò che ci sfugge perché mal concepito. E su questo percorso disordinato che è diventato un indecifrabile labirinto, si continua a girare come trottole impazzite percorrendo per troppo tempo tortuosi sbandamenti. Non basta più dire “fermiamoci a pensare”. Prima di poter guardare avanti, per tracciare una rotta che non sia una cieca deriva nel gorgo delle correnti, occorre voltarsi indietro per uscire dalla nebbia e ritrovare le radici e l’identità e definire con più chiarezza le nostre intenzioni e liberarci dal vortice autodistruttivo e muovendoci in avanti con più convinzioni e meno insicurezze, ritrovando la strada verso il “nuovo” davvero utile e fertile. Quel “passo indietro” ci farà risparmiare nei “passi avanti” successivi trovando la soluzione e capire meglio in quale percorso siamo e dove vogliamo andare verso la qualità della nostra vita e di coloro che ci stanno accanto e alle quali vogliamo bene.




           




permalink | inviato da HeavenonEarth il 31/5/2008 alle 18:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (68) | Versione per la stampa
29 aprile 2008
SENZA PIU' OMBRE





Pare che per alcuni di noi sia passato il tempo oscuro dei ricordi, quando poche e flebili luci si accendevano e si spegnevano nelle tenebre dei sentimenti. Adesso la serenità interiore non ci lascia più attoniti e disorientati, confusi e senza certezze su quale sia la giusta direzione da seguire. Oggi possiamo anche farci illuminare dal buio e non essere più causa di naufragio.






Immoto ti osservo, con un accenno di scrittura di equazione spuria. Ma per lasciarla a te, la curiosità, lascio a te la soluzione. L'attrazione per un atto il cui movimento da costruire è incalcolabile, affiancabile solo all'amore dalle impronte eterne. E cerchi ancora se possibile le sue inclinazioni, i collegamenti mai casuali, predestinazioni racchiuse in un respiro, o in un piccolo prodigio in movimento continuo, volumetria straordinaria dall'acustica finale perfetta, unica come uno Stradivari. Intimorita, vorresti dimenarti e raggiungermi, inizio di un nuovo inizio, assecondando l'orizzonte curvo e appeso dalla fantasia del tuo profilo, come una traiettoria appesantita verso il centro, pronta come corda legante a volteggiare. Le tue sovrapposizioni di un solo colore sono cataste d'idee, di conferme finali d'intenzioni evolute, come un singhiozzo soffocato ancora prima di averlo vissuto. Nervosamente cerchi di convincere al movimento il fermo immagine della tua memoria, tornando nel tuo voltarti a tratti improvvisi, ma ti contieni nel rileggere pagine di vita involontariamente scartate, o impregnate dal vento del tempo. Ma fatalmente sai bene che non si fermerà, sai che il tempo non mancherà nel completarsi, perché l’emozione misura periodi senza oscillazioni su ascisse in negativo e in assenza di zero assoluto. Armati d'amore, se mai l’hai mai conosciuto, indossalo con la sola scorza del peccato originale al quale sei stata legata da troppo tempo. Hai appena imparato la metà di un volo, ed ora sai che si può planare anche restando immobili. Adesso puoi voltarti, parlare al primo specchio che troverai, lo affiancherai ad un verbo, per scegliere la destinazione di uno slancio indelebile, proiezione di un'altra ala come sempre denudata. Cercherai di donare il tuo sogno, ma ricorda che i sogni non li devi prestare, ma renderli possibilmente speculari. Se puoi.




permalink | inviato da HeavenonEarth il 29/4/2008 alle 11:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (59) | Versione per la stampa
29 maggio 2007
SOGNI INDOTTI







Stavamo tornando da un bel Natale da amici. Avevo posteggiato l’auto ed avevo cominciato ad attraversare la strada, mentre mia moglie mi aveva preceduto ed era già dall’altra parte. Mia figlia fortunatamente era rimasta dormire a casa dei nostri amici. Ero al centro della mezzeria aspettando che la macchina transitasse ed invece si fermò per farmi attraversare; l’altra che proveniva in senso contrario non mi vide…

Questo il referto all’ospedale: trauma cranico, tredici costole fratturate delle quali due avevano lacerato la milza (poi asportatami nell’intervento chirurgico d’urgenza) e una il polmone; frattura  scomposta della scapola  sinistra, frattura del traverso D4, prognosi riservata.  Seppi, dopo, che sono stato tenuto in coma farmacologico  per sette giorni.

Posso dire con certezza una cosa: durante lo stato di coma l’essere umano passa attraverso esperienze che sono diverse dai sogni, allucinazioni che ci trascinano in un mondo simile al nostro, con storie fantastiche, di passato e futuro.  Ciò che ho visto e sentito io è di una chiarezza incredibile, infatti a distanza di due anni e mezzo ricordo ogni frammento di ciò che ho vissuto. Ho “veduto” delle certezze, l’amore della mia famiglia e l’allontanamento di una carissima amica, che puntualmente si è avverato, e la presenza di mio padre che non mi ha lasciato nonostante non sia più con me da quasi trent’anni. Affiorai in un mondo di silenzio, con i miei pensieri, le mie sensazioni, da cui però erano escluse le preoccupazioni della vita di ogni giorno. Data l’assenza di qualsiasi dolore fisico, questo mio corpo era leggero. Quando dopo qualche giorno ripresi contatto con l’ambiente, quando cioè uscii dallo stato di coma, mi resi conto che in realtà questo corpo era martoriato da flebo, cannelli, catetere  e quant’altro.  E da li cominciarono i miei problemi psicologici legati alla paura di non potercela fare a tornare a una vita normale, la preoccupazione di non poter tornare a lavorare, il pensiero a mia figlia e a mia moglie. Quasi sei mesi di convalescenza fisica, per quella mentale chissà quanto tempo dovrà ancora trascorrere per le mutate condizioni della qualità della vita. Eppure sono qui, e Rita che ha vissuto un’esperienza simile alla mia può capire, con la fortuna di esserci ancora per le persone che amo e che mi amano. Grazie a tutti quelli che mi sono stati vicino e lo sono tutt’ora, con la grande forza di non arrendersi, mai.

 




permalink | inviato da il 29/5/2007 alle 17:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (72) | Versione per la stampa
sfoglia
agosto