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Un luogo in cui il cielo incontri la terra e viceversa ... con un po' di poesia
16 febbraio 2013
GOCCIADIME








Credi di conoscermi, vero? Ti sbagli. Dovresti toccare con le dita il corpo nudo dei miei pensieri, stringerli con forza e sentire che forma hanno i miei sogni. Avresti solo una vaga idea dell’infinitamente intraducibile che c’è in me. Saresti avvolto da un alone di smarrimento mescolato a confusione e sgomento. Tu che sei abituato a dare un nome a tutto ciò che ti circonda, non sei ancora stanca delle etichette? Butta via quell’ odioso pennarello indelebile. Credi che tutto sia classificabile per ordine, numero e genere. Uno come me. Mi spiace ma non rientro in nessuna graduatoria. Non esiste uno come me. Ti è sfuggito qualcosa? Te lo spiego io: ognuno è unico nel suo genere ed è irripetibile. Come me. Ma che ne sai di me? Non conosci neanche un millesimo di me. Sai come ho agito ieri, ma non provare ad avere la presunzione di sapere come agirò domani. Cambiare è sinonimo di crescita. Eppure sei abile a sparare sentenze, come un giudice frustrato da chissà quali carenze. Come me. Pronto a farsi in quattro per gli altri? Come me. Audace e determinato eppure tanto insicuro e bisognoso di calore umano? Come me. Folle e saggio al contempo e in egual misura? Provi invidia, dì la verità… Tu che la follia non sai neppure cosa sia. Tu che le tue giornate scorrono uguali e monotone scandite solo dal battito di un orologio. Questa è la Vita, non è un’equazione algebrica. Non esistono solo norme e regole, non è detto che sia sempre tutto rigorosamente calcolato. Spiacente, ti hanno informato male. Qui due più due non fa sempre quattro, qui gli imprevisti sono imprevedibili, qui le opinioni sono opinabili. Cos’è non ti sta bene? Senti la terra sotto i piedi che trema? Sei turbata? Rilassati. Ma tu sei rinchiuso in una torre di polistirolo, non te ne rendi conto. Quanto hai impiegato a costruirla? Tutta la tua infanzia? Una vita intera? Chi ti ha insegnato a vedere solo il bianco o solo il nero? Non sai quante sfumature che ti sei perso e quante ancora ne perderai . E smettila di dire “TU non hai capito”. Prova a dire “IO non mi sono spiegato bene”. Non pensare che le tue idee sono le uniche legittime. Ma tu sei così certo di essere integerrimo… a te non è concesso sbagliare? Bene, ti insegno una cosa che nella tua torre di polistirolo non è mai arrivata : sbagliando s’impara. Non fa parte dei precetti che ti hanno inculcato? Ora ascolta, distruggi la tua torre… forse sei ancora in tempo… Vuoi provare con il fuoco? Non sai quant’è bello sentire il calore che divampa… non avere più alcun controllo… solo brividi che ti percorrono la schiena ed oltrepassano la pelle. Lo senti? Senti il caldo che inonda? Fa ancora freddo lì dentro? Cosa c’è? Sei scettico ed incredulo nel tuo non provare nulla. Nessun tremito, nessun sussulto, nessun brivido. Te lo spiego io cosa c’è. Non puoi uscire di là. Il polistirolo è ignifugo.

Gocciadime




permalink | inviato da HeavenonEarth il 16/2/2013 alle 23:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (32) | Versione per la stampa
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