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28 aprile 2011
ES-SENZA
Amica cara,
Ogni parola è come se fosse già stata detta, scritta, raccontata, udita, ogni pensiero rivive quello degli altri, ogni emozione è l'ennesima già vissuta qui dentro e ogni sussurro non sarà mai il primo o l'ultimo di questo mondo improbabile. La mia "mancanza" (per usare un aforisma a te noto) non è che un piccolo, insignificante e forse inutile granello. La ripetitività di tutto questo mi rende qualche volta ombroso, scostante, a tratti assente dove la ma la mia “as-senza” non è fatta di silenzi o di vuoti... ma di pensieri e di sguardi. Sono rimasto per un po' a guardare ed ad assistere, a volte anche sorridendo, al distacco, alla sua totale indifferenza. Eppure, come quando capita di vivere non conoscendo fino in fondo il perché, continuo a stare qui, aspettando non so bene cosa... nonostante tutto.
| inviato da HeavenonEarth il 28/4/2011 alle 9:45 | |
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7 aprile 2011
D.A.P. Concerto


| inviato da HeavenonEarth il 7/4/2011 alle 16:50 | |
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24 febbraio 2011
NOI...
Noi, che le nostre mamme mica ci hanno visti con l'ecografia. Noi, che alla Domenica ci portavano le "pastarelle". Noi, che facevamo 4 mesi di vacanza al mare, da Giugno a Settembre. Noi, che non avevamo videogiochi, né registratori, né computer, ma avevamo molti libri. Noi, che per cambiare canale alla TV dovevamo alzarci e i canali erano solo 2. Noi, che andavamo a letto dopo Carosello e tifavamo per Topo Gigio. Noi, che sapevamo che era pronta la cena perché c'era Happy Days e guardavamo allucinati il futuro con "Spazio 1999". Noi, che se la notte ti svegliavi e accendevi la TV vedevi solo il monoscopio Rai con le nuvole a pecorelle di interruzione delle trasmissioni. Noi, che avevamo il “nascondiglio segreto”e con il “passaggio segreto”. Noi, che giocavamo a nomi-cose-animali-città. Noi, che ci mancavano sempre 4 figurine per finire l'album Panini (celò, celò, celò, ...mi manca!). Noi, che compravamo dal fornaio pizza bianca e mortadella per 100 Lire (= € 0,050!) e non andavamo dal dietologo per problemi di sovrappeso, perché stavamo sempre in giro a giocare. Noi, che bevevamo acqua dal tubo del giardino, non dalla bottiglia PET della minerale ed un gelato costava 50 Lire (pari a € 0,025!). Noi, che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava riavvolgere il nastro con la Bic.. Noi , che al cinema vedevamo i "musicarelli!" Noi, che non avevamo cellulari (c'erano le cabine SIP per telefonare) e nessuno poteva rintracciarci, ma tanto eravamo sicuri anche ai giardinetti. Noi, che ci sbucciavamo il ginocchio, ci mettevamo il mercurio cromo, e più era rosso più eri fico. Noi, che nei mercatini dell'antiquariato troviamo i giocattoli di quando eravamo piccoli e diciamo "guarda! te lo ricordi"? … poi sentiamo un nodo in gola. Noi, che siamo ancora qui e certe cose le abbiamo dimenticate e sorridiamo quando ce le ricordiamo. Noi, che vivevamo negli anni di piombo, in mezzo ad inaudite violenze per lotte sociali e di classe. Noi, che votavamo per i partiti della 1° Repubblica: MSI, DC, PRI, PLI, PSI, PCI, e non per 70 diversi gruppi dai nomi fantasiosi. Noi, che trovammo lavoro tutti e subito. Noi, che siamo stati tutte queste cose e tanto altro ancora.
Questa è la nostra storia.
Grazie Lisa
| inviato da HeavenonEarth il 24/2/2011 alle 13:45 | |
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21 febbraio 2011
MANCANZE
La nostalgia, un'emozione che si manifesta dal "di dentro", che talvolta pervade in uno stato di perenne frustrazione, di ricerca che ci fa sentire il vuoto, qualcosa che somiglia ad un'amputazione, una menomazione che è talmente forte da star male nell'anima, quasi come una incompletezza che fa sprofondare negli abissi di desiderio inconfessato, quasi un ritorno per qualcosa o qualcuno di cui non conosciamo neppure la ragione della sofferenza. La vita è un continuo movimento, una perenne corsa verso destinazioni ignote, verso destini che intuiamo precari e rischiosi, perciò la nostalgia ci appartiene, in quanto incompletezza di una vita passata di cui non abbiamo sensazioni precise, dettagli certi. Il desiderio ci prende l'anima e ci fa intensamente desiderare un ritorno, che sarà impossibile, perché noi non saremo mai in grado di essere nello spirito quelli che eravamo in quel preciso momento. Quella che Baudelaire chiama “nostalgia di un paese sconosciuto” è proprio quella vaghezza, quel disarmo spirituale, quel pensiero incompiuto di qualcosa che vorremmo possedere e che, invece, ci lascia, ci abbandona ad un senso di vuoto, o anche di "saudade" che trasforma in desiderio il tempo, qualunque esso sia del nostro esilio. Ci manca un ritorno, ci manca l'altra metà della mela per essere completi, rimpiangendo sempre quel ritorno che non avverrà, quella parte di noi che è chiusa in un sacello abissale, senza possibilità di recuperi, senza appartenenza, senza asilo, poiché resta impigliata all'anima, senza essere in grado di spiccare più il volo, senza apertura alare verso il passato che non torna e che ci depaupera da qualunque stagione di bellezza, di compiutezza, di meraviglia, e l'amaritudine che abbiamo verso la luce che scompare al nostro orizzonte, per cui se ci voltiamo indietro rischiamo di trovare le tenebre e questa è l'afflizione, poiché ne intuiamo l'assenza, lo scacco, la perdita...
| inviato da HeavenonEarth il 21/2/2011 alle 12:7 | |
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18 febbraio 2011
AMICA DI TUTTI I GIORNI

Talvolta capita di non ritrovarsi, ma non significa che ci si siamo perduti. Stiamo solo attraversando nubi dense di incertezze, di mancanze, di desideri irrisolti. Capita anche a noi che voliamo in alto... Ma le nubi non sono carceri, non hanno confini invalicabili, non spengono la luce ed cielo è sempre lì ad attenderci, paziente, le nuvole sono solo di passaggio e ci ricordano che la luce va cercata, inseguita, anche quando ci sembra che vi sia solo il buio. Solo chi si perde può ritrovare la sua via, e riconoscerla, tra le mille strade che portano al nulla.
| inviato da HeavenonEarth il 18/2/2011 alle 17:41 | |
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8 febbraio 2011
ENZA
Descrive l’essenza di un’anima che per continuare ad esistere non ha bisogno
del respiro perché diventa essa stessa respiro...
Amica cara
E’ sempre presto per l’ultimo viaggio,
senza paura l’hai affrontato.
Noi non siamo migliori per essere rimasti,
possa la tua essenza librarsi libera nell’aria
tenendo per mano il cammino dei tuoi cari.
A Giuliano, Andrea ed Irene
| inviato da HeavenonEarth il 8/2/2011 alle 20:19 | |
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3 febbraio 2011
SPECCHI DI NOI STESSI
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Incontriamo ciò che siamo...
poiché nel comprendere ciò che siamo, per diventare ciò che si è, ed è un essere che si modifica per ogni pensiero e atto e esperienza, essendo essere tra gli esseri gioco forza l'incontro non è causa quanto effetto di ciò che con-teniamo in quel momento. È ovvio non parlo degli incontri momentanei, di circostanza, parlo di chi cer-chiamo, di chi si appresta a entrare nella sfera emotiva, oltre la barriera delle convenzioni e delle necessità. L'incontro è condotto dall'essenza, ciò che ci fa essere; l'incontro ci conduce (al)le persone che, ancora non sappiamo, ci racconteranno, se sapremo leggere, in bianco o in nero, in luce e in ombra, ciò che siamo.
Ombre di luce
| inviato da HeavenonEarth il 3/2/2011 alle 10:44 | |
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27 gennaio 2011
MIRTILLA

Chi non ha mai posseduto un cane, non può sapere che cosa significhi essere amato.
Schopenhauer
| inviato da HeavenonEarth il 27/1/2011 alle 17:40 | |
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20 gennaio 2011
GENITORI E FIGLI
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Ho da poco riletto quel che scrivevo a 16 anni, rivisto i disegni che facevo e custodivo nascosti, ricordo la sensazione di estraneità che provavo nei confronti dei miei genitori: ricordo chiaramente che fossi certo che mi amavano, ma che il loro amore mi pareva morboso, egoista, ingombrante. Quant'era dolorosa ogni imposizione che subivo, e come mi parevano poveri i loro argomenti! Avevo così bisogno di confrontarmi con l'esterno, e loro ne avevano così paura! Era tra l'altro un periodo in cui avevo amici preziosi che mi volevano bene e a cui ero molto legato, ma in fondo molto diversi da me. Condividevamo i contesti, ma non i progetti di vita e nemmeno le aspettative. Era un momento di vera solitudine interiore. Ricordo bene le malinconie la noia del presente, e i desideri assoluti. Linguaggio ed immaginario erano assolutamente simbolici, ed è impressionante pensare che ero assolutamente una persona completa, potenzialmente avrei potuto tutto, eppure era così difficile mettere in atto qualcosa. Francamente credo che il difficilissimo compito dei genitori in questo momento sia solo questo: rendere coscienti i figli delle loro potenzialità, suggerire loro una mappa delle possibilità, indicare gli strumenti di cui potrebbero impossessarsi, e assistere per assistere silenziosi alla trasformazione di frustrazioni in creazioni! Purtroppo invece spesso tutta l'adolescenza si risolve in una serie d'incomprensioni e conflitti di potere, per ritrovarsi magari dopo pochi anni, con tante ferite, invece evitabili... L'adolescenza è un passaggio di vita in cui il processo di crescita aiuta a compiere cambiamenti ed a lasciarsi dietro i problemi del passato. L'ansia che proviamo noi genitori è innescata spesso da sentimenti di incertezza, agitazione ed infelicità provata dagli adolescenti. Nonostante ciò credo fermamente che nostra figlia non abbia seri problemi, anche se a volte attraversa momenti delicati, ma chi non li ha... Noi genitori potremmo pensare di aver fallito, ma resta comunque innegabile che abbiamo un ruolo cruciale della loro vita e dobbiamo cercare di offrire loro fondamenta sicure per la loro crescita. Forse ciò avverrà se l'adolescente sa che i genitori non lo giudicano subito, perché hanno prima di tutto bisogno di essere ascoltati e non dobbiamo aspettarci gratitudine da loro fino a quando non avranno figli propri e capiranno com'è difficile il ruolo dei genitori.
| inviato da HeavenonEarth il 20/1/2011 alle 18:8 | |
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16 gennaio 2011
HEREAFTER

In questa pellicola di buon livello Clint Eastwood ha elaborato una dimensione serena sul grande trapasso in un luogo rasserenante, da cui i defunti sono disposti a parlarci attraverso George che una particolare sensibilità verso l'Aldilà, Marie una giornalista francese che ha assistito allo tsunami del 2004 ed ha vissuto un'esperienza a cavallo tra la vita e la morte, e Marcus che perde suo fratello sentendo il disperato bisogno di risposte. Ognuno sul suo percorso verso la verità, le loro vite si intersecheranno nel tentativo di trovare conforto nel contatto con il mondo ultraterreno che saranno cambiate in qualche modo per sempre da ciò che credono fermamente.
| inviato da HeavenonEarth il 16/1/2011 alle 20:16 | |
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10 gennaio 2011
VOLO NON POSSIBILE ALLE PORTE DEL SOGNO
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Aghi di mirto scavano sonde sottocutanee,
aprono come fossero rasoi
verso un unico e lungo viaggio
delle profondità del desiderio,
appeso agli angoli di un'anina
che non smette mai di cercare.
| inviato da HeavenonEarth il 10/1/2011 alle 22:35 | |
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2 gennaio 2011
L'OSPITE INQUIETANTE (Il nichilismo e i giovani)
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Conosciamo le malattie del corpo, con qualche difficoltà le malattie dell'anima, quasi per nulla le malattie della mente. Eppure, anche le idee della mente si ammalano, talvolta si irrigidiscono, talvolta si assopiscono, talvolta, come le stelle, si spengono. E siccome la nostra vita è regolata dalle nostre idee, di loro dobbiamo aver cura, non tanto per accrescere il nostro sapere, quanto piuttosto per metterlo in ordine.
| inviato da HeavenonEarth il 2/1/2011 alle 19:39 | |
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30 dicembre 2010
DUEMILAUNDICI

Felicità è scoprirsi sereni, la gioia di vivere è avere voglia di sognare, l’allegria è un sorriso sincero che nasce all’ improvviso. Vi auguro che ogni in giorno della vostra vita possiate godere di ciò che vi rende sereni, che nel 2011 si rinnovi la voglia di scoprire le meraviglie della vita.
| inviato da HeavenonEarth il 30/12/2010 alle 9:19 | |
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22 dicembre 2010
CHE SIA NATALE TUTTI I GIORNI
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BUON NATALE A TUTTI VOI...
| inviato da HeavenonEarth il 22/12/2010 alle 10:2 | |
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7 dicembre 2010
VEDERE OLTRE IL VISIBILE

Qualche volta il destino assomiglia a una tempesta di sabbia che muta incessantemente la direzione del percorso. Per evitarlo cambi l'andatura. E il vento cambia andatura, per seguirti meglio. Tu allora cambi di nuovo, e subito di nuovo il vento cambia per adattarsi al tuo passo. Questo si ripete infinite volte, come una danza sinistra con il dio della morte prima dell'alba. Perché quel vento non è qualcosa che è arrivato da lontano, indipendente da te. È qualcosa che hai dentro. Quel vento sei tu. Perciò l'unica cosa che puoi fare è entrarci, in quel vento, camminando dritto, e chiudendo forte gli occhi per non far entrare la sabbia. “Guardare troppo lontano è un errore. Se uno guarda lontano, non vede quello che ha davanti ai piedi, e finisce per inciampare. Ma anche concentrarsi troppo sui piccoli dettagli che si hanno sotto il naso non va bene. Se non si guarda un po' oltre, si va a sbattere contro qualcosa. Perciò è meglio sbrigare le proprie faccende guardando davanti a sé quanto basta, e seguendo l'ordine stabilito passo dopo passo. Questo, in tutte le cose, è il punto fondamentale.
Murakami Haruki - Kafka sulla spiaggia
| inviato da HeavenonEarth il 7/12/2010 alle 20:20 | |
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20 novembre 2010
LETTERA DI OGNI PADRE
| inviato da HeavenonEarth il 20/11/2010 alle 14:37 | |
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15 novembre 2010
ALDA
Non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all' orecchio degli amanti.
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.
| inviato da HeavenonEarth il 15/11/2010 alle 18:26 | |
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3 novembre 2010
PRELUDIO
Vita, così piena, travolgente, che non si piega ai nostri pensieri,
non si lascia intrappolare come l’acqua nella conca delle mani,
l’unico modo per coglierla davvero è lasciarsi attraversare,
non opporre resistenza che non saremmo in grado di sostenere a lungo.
| inviato da HeavenonEarth il 3/11/2010 alle 14:20 | |
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23 ottobre 2010
DAL GRECO " DIFENSORE DEGLI UOMINI"
Non posso darti soluzioni per tutti i problemi della vita
Non ho risposte per i tuoi dubbi o timori,
però posso ascoltarli e dividerli con te.
Non posso cambiare né il tuo passato né il tuo futuro
però quando serve starò vicino a te.
Non posso evitarti di precipitare,
solamente posso offrirti la mia mano
perché ti sostenga e non cadi.
La tua allegria, il tuo successo e il tuo trionfo non sono i miei.
Però gioisco sinceramente quando ti vedo felice.
Non giudico le decisioni che prendi nella vita,
mi limito ad appoggiarti, stimolarti ed aiutarti se me lo chiedi .
Non posso tracciare limiti dentro i quali devi muoverti,
Però posso offrirti lo spazio necessario per crescere.
Non posso evitare la tua sofferenza,
quando qualche pena ti tocca il cuore,
Però posso piangere con te e
raccogliere i pezzi per rimetterlo a nuovo.
Non posso dirti né cosa sei né cosa devi essere
solamente posso volerti come sei ed essere tuo amico.
Jorges Luis Borges
| inviato da HeavenonEarth il 23/10/2010 alle 16:36 | |
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18 ottobre 2010
RENE MAGRITTE
| inviato da HeavenonEarth il 18/10/2010 alle 11:6 | |
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13 ottobre 2010
IL LIMITE ONTOLOGICO
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Il limite ontologico è dato dall’impossibilità di essere felici: la natura genera nell’uomo una tensione irrefrenabile verso la felicità, un anelito costante al piacere, ma la felicità è irraggiungibile, giacché, in quanto tale, deve essere infinita e pienamente appagante; di conseguenza la ricerca di essa conduce inevitabilmente ad una finita e concreta infelicità. I piaceri momentanei che si provano nella vita non sono altro che una tregua relativa e passeggera dell’infelicità.
| inviato da HeavenonEarth il 13/10/2010 alle 12:26 | |
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9 settembre 2010
GRANDE SIGNOR G
| inviato da HeavenonEarth il 9/9/2010 alle 17:17 | |
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7 settembre 2010
IL TEMPO DELL'OROLOGIO

Eravamo insieme, tutto il resto del tempo l'ho scordato.
Walt Whitman
| inviato da HeavenonEarth il 7/9/2010 alle 19:2 | |
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31 agosto 2010
QUALCOSA DA TENERE PER SE

"La verita' e' una rete fatta di tanti fili intrecciati, che sono le coincidenze, le occasioni mancate, l'impossibilita' di ricrearle, e il filo piu' vistoso, quello che chiude la rete, e' la necessita' di non raccontare tutto, di tenere qualcosa per se', di lasciare delle maglie di silenzio. Se ascolteremo bene, anche nel silenzio potremo leggere contenuti importanti, quelli che talvolta non abbiamo il coraggio di dire. Uno sguardo, un respiro, un sorriso diventano complici del silenzio e sanno come saper cogliere l’attimo. I sentimenti sono degli inquilini che ci abitano quasi a tradimento, degli abusivi che sfondano le porte o entrano dalle finestre senza essere invitati, senza chiedere il permesso…”
| inviato da HeavenonEarth il 31/8/2010 alle 8:41 | |
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27 agosto 2010
STANCHEZZA

Quello che c'è in me è soprattutto stanchezza
non di questo o di quello
e neppure di tutto o di niente:
stanchezza semplicemente, in sé,
stanchezza.
La sottigliezza delle sensazioni inutili,
le violente passioni per nulla,
gli amori intensi per ciò che si suppone in qualcuno,
tutte queste cose -
queste e cio' che manca in esse eternamente -
tutto ciò produce stanchezza,
questa stanchezza,
stanchezza.
C'è senza dubbio chi ama l'infinito,
c'è senza dubbio chi desidera l'impossibile,
c'è senza dubbio chi non vuole niente -
tre tipi di idealisti, e io nessuno di questi:
perchè io amo infinitamente il finito,
perchè io desidero impossibilmente il possibile,
perchè voglio tutto, o ancora di più, se può essere,
o anche se non può essere...
E il risultato?
Per loro la vita vissuta o sognata,
per loro il sogno sognato o vissuto,
per loro la media fra tutto e niente, cioè la vita...
Per me solo una grande, una profonda,
e, ah, con quale felicità, infeconda stanchezza,
una supremissima stanchezza,
issima, issima, issima,
stanchezza...
Fernando Pessoa.
| inviato da HeavenonEarth il 27/8/2010 alle 22:33 | |
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23 agosto 2010
L'ULTIMA GOCCIA DI MARE

Ho ricevuto questa lettera da una persona a me molto cara...
Certo, ti capisco, molto più di quanto pensi, è chiaro e anche umano che alcune persone, pur se ci hanno ferito, rimangono dentro di noi per sempre, contro ogni logica ed ogni ragione, perchè dovremmo saper cancellare quella parte di memoria che le contiene ma, siccome siamo uomini e non macchine, le funzioni "delete" o "formatta" non sono in nostra dotazione .... Però, questo non significa che la nostra vita debba essere condizionata o limitata o in qualche modo frenata da quei ricordi, dalla nostalgia, dai rimorsi o cose simili ... sarebbe lo sbaglio più grave che potremmo commettere, danneggeremmo noi stessi senza ricavarne alcun beneficio ..... ne vale la pena? E allora, dammi retta, si deve sempre e solo guardare avanti, in ogni aspetto della vita, dai sentimenti al lavoro ad ogni altra cosa che ci riguardi ... sennò c'è il rischio che, voltati, non vediamo le innumerevoli strade che abbiamo di fronte e magari perdiamo l'occasione di imboccare proprio quella giusta ... e poi, pensiamoci sopra, se siamo arrivati a questo punto, ossia ci sentiamo persi e a disagio, non sarà che alla fine la strada che abbiamo percorso sinora, o quelle percorse in passato, nella convinzione che fossero le più belle o le più giuste, non erano in realtà le migliori per noi !? Non vuol dire che comunque non dovevamo fermarci lì o che comunque, prima o poi, avremmo dovuto cambiare direzione? Io penso di sì ... spesso ci imprigioniamo in celle che noi stessi costruiamo, sperando che arrivi qualcuno a liberarci ... quando la porta non è affatto chiusa.
Basta spingere.
| inviato da HeavenonEarth il 23/8/2010 alle 22:20 | |
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13 agosto 2010
OMBRE DI LUCE
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Se sommassimo i silenzi sparsi
tra una parola e l'altra,
otterremmo una infinità di significati nuovi...
Ma troppo spesso non sappiamo ascoltarli,
e, nel fragore dei discorsi,
ci sfugge l'essenza delle cose…
| inviato da HeavenonEarth il 13/8/2010 alle 19:17 | |
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30 luglio 2010
LUDOVICO EINAUDI
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Per la terza volta ho assistito ad un concerto di Ludovico Einaudi, questa volta nel teatro romano di Fiesole, in un paesaggio notturno, un giardino rischiarato dalla luce della notte. Nel cielo terso la luna piena sembra illuminare le ombre degli alberi intorno. Così, come il punto di passaggio tra la luce e il buio, tra il noto e l’ignoto, Einaudi descrive “Nightbook” la sua ultima fatica che sta portando in tour da quasi un anno, che permette di entrare negli universi del desiderio, del sogno, del mistero. Le atmosfere di cui l’artista parla si riflettono in una grande libertà espressiva, nella scelta di composizioni dalla struttura più aperta, in sonorità originali ottenute da un vero e proprio incontro del pianoforte con archi e percussioni e da un uso dell’elettronica che amplifica il suono del pianoforte proiettandolo, come un’ombra, in tutte le direzioni. La sua musica è un viaggio intenso ed essenziale, una musica di estrema intensità interiore, malinconia tra le onde della solitudine. Le sue note mi appaiono saldamente aggrappate a solide funi di una profonda etica intellettuale dove l'utilizzo di pause e di silenzi, sono peculiarità del suo musicare, frutti di un percorso creativo profondo solitario ed individuale. Ascoltando i suoi brani viaggeremo ad occhi aperti con la dolcezza e la purezza che si fonderanno nelle creazione di un pianista incredibile, la cui semplicità grandiosa è di saper coinvolgere chi ascolta entrando nell'anima e nel cuore...
Sotto un cielo illuminato di stelle e in uno scenario naturale mozzafiato il Maestro Ludovico Einaudi, compositore e pianista torinese di innato talento e raffinata sensibilità, ha presentato e suonato la sua ultima opera “Nightbook”, accompagnato da un quintetto di musicisti d’eccezione: Federico Mecozzi (chitarra e violino), Mauro Durante (violino, percussioni) Antonello Leofreddi (viola), Marco Decimo (violoncello), Robert Lippok (live electron ics).
| inviato da HeavenonEarth il 30/7/2010 alle 17:14 | |
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23 luglio 2010
INCESSANTE RICERCA
| inviato da HeavenonEarth il 23/7/2010 alle 13:59 | |
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20 luglio 2010
STORIE CHE FANNO RIFLETTERE " Parte tredicesima"

La vita è un flusso continuo che noi cerchiamo d'arrestare, di fissare in forme stabili e determinate, dentro e fuori di noi, perché noi già siamo forme fissate, forme che si muovono in mezzo ad altre immobili, e che però possono seguire il flusso della vita, fino a tanto che, irrigidendosi man mano, il movimento, già a poco a poco rallentato, non cessi. Le forme, in cui cerchiamo d'arrestare, di fissare in noi questo flusso continuo, sono i concetti, sono gli ideali a cui vorremo serbarci coerenti, tutte le finzioni che ci creiamo, le condizioni, lo stato in cui tendiamo a stabilirci. Ma dentro noi stessi, in ciò che noi chiamiamo anima, il flusso continua, indistinto, sotto gli argini, oltre i limiti che noi imponiamo, componendoci una coscienza, costruendoci una personalità. In certi momenti tempestosi, investite dal flusso, tutte quelle nostre forme fittizie crollano miseramente; e anche quello che non scorre sotto gli argini e oltre i limiti, ma che si scopre in noi distinto e che noi abbiamo con cura incanalato nei nostri affetti, nei doveri che ci siamo imposti, nelle abitudini che ci siamo tracciate, in certi momenti di piena straripa e sconvolge tutto. E per tutti può rappresentare talvolta una tortura, rispetto all'anima che si muove e si fonde, il nostro stesso corpo fissato per sempre in fattezze immutabili. Oh perché proprio dobbiamo essere così, noi? - ci domandiamo talvolta allo specchio - con questa faccia, con questo corpo? Alziamo una mano, nell'incoscienza; e il gesto resta sospeso. Ci pare strano che l'abbiamo fatto noi. Ci vediamo vivere. In certi momenti di silenzio interiore, in cui l'anima nostra si spoglia di tutte le finzioni abituali, e gli occhi nostri diventano più acuti e più penetranti, noi vediamo noi stessi nella vita, e in sé stessa la vita, quasi in una nudità arida, inquietante; ci sentiamo assaltare da una strana impressione, come se, in un baleno, ci si chiarisse una realtà diversa da quella che normalmente percepiamo, una realtà vivente oltre la vista umana, fuori dalle forme dell'umana ragione. Oggi siamo, domani no. Che faccia ci hanno dato per rappresentare la parte del vivo? Un brutto naso? Che pena doversi portare a spasso un brutto naso per tutta la vita. Fortuna che, a lungo andare, non ce n'accorgiamo più. Se ne accorgono gli altri, è vero, quando noi siamo finanche arrivati a credere d'avere un bel naso; e allora non sappiamo più spiegarci perché gli altri ridano, guardandoci. Sono tanti sciocchi! Consoliamoci guardando gli orecchi che ha quello e che labbra ha quell'altro; i quali non se n'accorgono nemmeno e hanno il coraggio di ridere di noi. Maschere, maschere, un soffio e passano, per dar posto ad altre. Quel povero zoppetto là, chi è? Correre alla morte con la stampella. La vita, qua, schiaccia il piede a uno; cava là un occhio a un altro. Gamba di legno, occhio di vetro, e avanti! Ciascuno si racconcia la maschera come può - la maschera esteriore. Perché dentro di noi c'è l'altra, che spesso non s'accorda con quella di fuori. E niente è vero! Vero il mare, si, vera la montagna; vero il sasso; vero un filo d'erba; ma l'uomo? Sempre mascherato, senza volerlo, senza saperlo, di quella tal cosa ch'egli in buona fede si figura d'essere. L'uomo non ha della vita un'idea, una nozione assoluta, bensì un sentimento mutabile e vario, secondo i tempi, i casi, la fortuna. L'albero vive e non si sente: per lui la terra, il sole, l'aria, la luce, il vento, la pioggia, non sono cose che esso non sia. All'uomo, invece, nascendo è toccato questo triste privilegio di sentirsi vivere, con la bella illusione che ne risulta: di prendere cioè come una realtà fuori di sé questo suo interno sentimento della vita, mutabile e vario.
Luigi Pirandello
| inviato da HeavenonEarth il 20/7/2010 alle 19:11 | |
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